Bondi: "Pronti a lasciare Venaria" Bresso chiede una pausa estiva sulla nomina al Centro restauro, il ministro sinfuria Centro restauro Bondi minaccia "Il ministero fuori da Venaria" «Impossibile dialogare con Bresso, a questo punto valuteremo se uscire da Venaria»: il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, sbatte la porta con decisione e minaccia di andarsene per sempre dal Consorzio. Dopo che la presidente ieri aveva inviato una nuova lettera per difendere con forza la scelta di un piemontese alla guida della Venaria. Bresso non replica mentre rischia di chiudersi così, con una drastica uscita di scena di Bondi, la polemica iniziata a fine luglio tra i due sulla nomina del nuovo presidente del Consorzio. «A seguito delle inverosimili dichiarazioni rilasciate dalla Presidente della Regione Piemonte - dice Bondi - risulta a questo punto chiara limpossibilità di collaborare e dialogare con questa Giunta». Il problema non è la qualità della persona scelta dal ministero ma il fatto che ci considerano irrilevanti Impossibile dialogare con questa giunta dopo certe inverosimili dichiarazioni della presidente È sempre più duro il braccio di ferro tra la presidente della Regione, Mercedes Bresso e il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, a proposito della nomina del nuovo presidente del Centro di restauro di Venaria. Il ministro, infatti, ieri sera, dopo che era stato reso noto il contenuto di una nuova lettera di Mercedes Bresso, ha fatto sapere che valuta la possibilità di uscire dal Consorzio che gestisce la Reggia dopo le «inverosimili dichiarazioni da lei rilasciate». «Risulta a questo punto chiara limpossibilità di collaborare e dialogare con questa giunta - ha detto Bondi - Inizia, quindi, un periodo di seria valutazione su una possibile uscita del ministero dal Consorzio». «Lincarico di presidente del Centro di Restauro di Venaria deve andare a un piemontese e a settembre i rappresentanti dellente invieranno una rosa di candidati nella speranza che si trovi un accordo per la nomina» Mercedes Bresso aveva scritto allincirca così, nel pomeriggio, nel tentativo di chiudere almeno per la pausa estiva la polemica iniziata il 31 luglio scorso quando Bondi aveva indicato per la presidenza un ex coordinatore di Forza Italia, Toto Bergamo Rossi. Come sempre Bresso ha volato dritta al nocciolo della questione e non ha tralasciato di far trasparire il suo disappunto «sia per i metodi poco collaborativi del ministro, sia per la scelta vera e propria del candidato. Siamo molto interessati alla presenza del governo nel consorzio, se invece ci si propone lintrusione di un ex coordinatore di Forza Italia, allora la cosa ci interessa molto meno»: ha sostenuto la presidente rispondendo alla proposta di insediare Toto Bregamo Rossi a Venaria. «Nessuno mette in discussione - spiega Bresso - le qualità e il profilo del professore, così come, dal punto di vista formale, nessuno dubita della legittimità del ministro a proporre la candidatura in questione. Il problema è un altro: se, nella forma e nella sostanza, il ministro ritiene irrilevante il parere della Regione Piemonte, allora il collegio dei fondatori potrà allo stesso modo, e del tutto legittimamente, non accogliere la proposta del ministro». «Quanto alla presenza del Ministero - ha aggiunto - ne abbiamo costantemente rispettato il suo alto valore istituzionale. Prova ne sia il fatto che tale presenza non risale allultimo governo Prodi, ma al precedente governo Berlusconi (il presidente in scadenza fu nominato dallallora ministro Giuliano Urbani). Duole tuttavia constatare il degrado da rispetto istituzionale a subalternità politica cui ci si vorrebbe costringere un po sbrigativamente». Bresso il 30 giugno scorso aveva proposto la riconferma del presidente uscente Carlo Callieri. Secondo la presidente, «Callieri ha specifiche professionalità nel campo del restauro e della conservazione dei beni culturali unite a una significativa competenza manageriale, caratteristiche che hanno permesso alla Fondazione, in una fase di primo avvio e di recente sviluppo dellattività didattica, di mantenere una situazione di equilibrio, nonostante le difficoltà di carattere finanziario di cui soffrono istituzioni analoghe in questo difficile periodo di crisi». Ma Bondi non ci sta e ora minaccia di abbandonare il consorzio