Sgarbi: «Monurnenti e chiese gratuiti, la cultura non ha prezzo» «Costa meno salire sulla Tour Eiffel in ascensore che a piedi sulla Torre pendente» Domenica d'agosto in Versilia. La mattinata è calda ma nuvolosa, non proprio l'ideale per andare in spiaggia. Ma la zona è piena di posti attraenti. E ai componenti della famiglia di Barbara, romani in vacanza in Toscana, piacciono le città d'arte. Con il marito e i due figli partono in direzione Pisa, pochi chilometri dalla base di partenza, Pietrasanta. E a Piazza dei Miracoli comincia una lunga giornata di immersione nella cultura, pagata per a prezzi salatissimi. «Lo spettacolo di quella piazza è unico al mondo racconta Barbara a Dillo al Messaggero Estate ma 60 euro di biglietto in quattro per salire sulla torre più celebre del mondo ci mandano subito di traverso le prime ore della gita. Neppure sulla Tour Eiffel (12 euro a testa), si pagano quelle cifre. E stiamo parlando di un posto dove si sale con l'ascensore». Barbara e i suoi si spostano di qualche metro verso il Battistero, altro obolo da versare per l'accesso: 10 euro con lo sconto. Meno male. Evitano accuratamente i ristoranti turistici della città e riprendono la macchina parcheggiata sul lungarno. Per la cronaca, sulle strisce sarebbero 1,75 euro l'ora ma per fortuna è giorno festivo. Si riparte in direzione Lucca. Tragitto brevissimo. Ma parte un'altra stangata. «Si parcheggia fuori le mura - ricorda Barbara nessun sistema di trasporto ti porta dentro la città. Che certo è bellissima, però...». Però nel giro di 3 ore si sentono chiedere soldi per visitare praticamente ogni cosa. Dalla Chiesa di San Giovanni al Duomo, fino alle Torri delle Ore e del Guinigi. Dai 3,5 ai 5 euro a testa. Fatti due calcoli sono altri 80 euro per tutta la famiglia. Che fanno 180 mettendo insieme la visita a Pisa e il noleggio di una bici a testa per mezza giornata perché a girare la città salotto a piedi alla fine ci si stanca. Il conto finale poteva essere molto più salato. Solo che alla fine rinunciano a qualche monumento per risparmiare. «Ho visto molti turisti stranieri fare lo stesso e scuotere la testa lamentandosi - si sfoga Barbara con Dillo al Messaggero Estate perché in Italia bisogna pagare ogni pietra che calpestiamo?». Una buona domanda. Vittorio Sgarbi ha una risposta: «Monumenti e chiese dovrebbero essere gratuiti - dice il critico - la cultura non ha prezzo e si rischia una selezione per censo dei turisti. Per mi rendo conto che una qualche forma di versamento è necessaria per evitare che le città d'arte vengano prese d'assalto, soprattutto d'estate». Sgarbi propone una soluzione di compromesso: «Si potrebbe pensare a forme di pagamenti forfettari per le città più importanti. Una sorta di abbonamento per 2 o 3 giorni. Anche perché è assurdo costringere la gente in visita a tirar fuori continuamente il portafogli. Paghi una cifra contenuta, accessibile una volta sola e visiti tutto quello che desideri senza più problemi». Una formula già adottata a Napoli per alcuni musei. E a Venezia per l'accesso in città. Ma forse servirebbe una soluzione complessiva nazionale e di sistema. Ai Beni culturali fanno notare che molte categorie (minorenni, portatori d'handicap, anziani, studenti ecc.) godono di esenzioni e sconti generosi che permettono di abbattere i costi di accesso ai siti che conservano le bellezze del Paese. Negano che siano i tagli in Finanziaria ad aver fatto salire i prezzi dei biglietti. E promettono maggiori e più severi controlli nei confronti di quei privati che avendo in concessione la gestione di alcuni musei praticano prezzi superiori ai regolamenti. Ma resta che l'Italia che secondo le recenti parole del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi raccoglie il 75 per cento del patrimonio artistico mondiale è troppo costosa per i turisti d'arte. Come hanno potuto sperimentare Barbara e la sua famiglia in una giornata di vacanza a Pisa e Lucca.
Noi stangati in nome dell'arte: tra Pisa e Lucca 180euro per fare il giro dei monumenti
Vittorio Sgarbi critica i prezzi dei biglietti per i monumenti e le chiese in Italia, considerandoli troppo alti e accessibili solo ai ricchi. Il critico propone una soluzione di compromesso: un abbonamento forfettario per le città più importanti, che consenta di visitare tutti i siti senza dover pagare continuamente. Sgarbi riferisce di aver visto molti turisti stranieri che rinunciano a visitare alcuni monumenti per risparmiare, e si chiede se in Italia bisogna pagare ogni pietra che calpestiamo. Il critico sostiene che la cultura non ha prezzo e che i monumenti dovrebbero essere gratuiti.
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