"Nuoto, un mondiale tutto in salita" Il sindaco: "Ma ora nessuno potrà dire che Roma non sa organizzare eventi importanti" Abbiamo prodotto una tonnellata di gelato al giorno, dice il presidente di "Roma 2009" Giovanni Malagò, che prende un respiro lungo 35 minuti per fare il bilancio dei mondiali di nuoto e liberarsi dei pesi che lhanno accompagnato per 64 giorni. «Abbiamo distribuito 22 mila bottigliette ogni giorno di gare», il caldo è stato da record. «Senza di me questo mondiale non sarebbe stato così». Malagò intende così glamour e centrato sul Villaggio a ridosso degli eventi, così - assicura - ecologico. «A impatto zero, con una produzione minima di Co2 e la raccolta differenziata». E stato, ne è certo, un mondiale di nuoto solidale, «lospedale Bambin Gesù, i 65 pozzi da costruire in Africa». Non si nasconde, Malagò, e quando deve fare il consuntivo finale abbassa la propaganda. Dice: «E stato un mondiale con forti polemiche, in salita, complicato». E attraversato dalle incognite, poi: un maestrale ha distrutto il pontile delle gare di fondo a Ostia, nellarea del Foro Italico ci sono stati, in simultanea, il concerto di Springsteen e la partita di Coppa della Roma. Dice, Malagò, è stata unimpresa titanica organizzare un evento con 47 giorni a disposizione: «Ci hanno consegnato il Foro il primo giugno e al quarto giorno di gare, certo, i martelli pneumatici erano ancora in attività». Il taglieggio dei parcheggiatori allesterno? I pochi autobus? Malagò, dando dimostrazione dello stato di quotidiana emergenza di "Roma 2009", rivela: «Siamo arrivati a ventiquattrore dalle gare con 39 cose non omologate». Sì, trentanove. «Il marchio di questo evento erano i teloni fascianti azzurri, che unazienda ci ha venduto per compatibili e la commissione di sicurezza ci ha inibito. Il compromesso è stato: li tenete, ma dovete vietare il fumo. E nato il primo evento allaperto in cui non si poteva fumare». Il sindaco Gianni Alemanno, senza rispondere alle domande sulla gestione delle vasche private e la periferia dimenticata, dice: «Il risultato più importante è che dopo la Champions League e i mondiali di nuoto nessuno potrà dire che Roma non è in grado di organizzare eventi importanti». Le piscine non finite, corte, poco profonde? E non utilizzate dagli atleti? «Niente spirito distruttivo, Roma ha venti impianti nuovi di cui tre pubblici. Manca allappello Tor Vergata. Sui guai urbanistici mi sono mosso tardi perché la magistratura si è mossa tardi, ma dopo i nostri atti amministrativi tutto è tornato a posto. Per il Comune non ci sono abusi edilizi».