Comprano e ristrutturano. Non sempre nel rispetto della tradizione Peristili, facciate palladiane, finti scogli creano una nuova architettura Le modifiche entro un chilometro dal mare devono essere valutate da tre saggi "Cè anche chi si è fatto installare in piscina una spina per servire vodka ghiacciata" ------------------------------ Le dacie kitsch dei ricchi russi Ville con stili architettonici fuori dai canoni paesaggistici che Forte dei Marmi ha consolidato in un secolo di storia. Sono le dimore che piacciono ai magnati russi. I nuovi ricchi da qualche anno scelgono la Versilia come meta delle loro vacanze esclusive, e ora il Comune rivierasco dedica loro il Festival della cultura russa. Fra pini e residenze murate nella sobrietà di un Forte intramontabile, in via Roma Imperiale cè una luce accecante, un massiccio bianco con finestroni ipermoderni e unentrata palladiana. Più lontano, in un cantiere di via Giglioli, le autobotti rimescolano velleità imperiali. Quattro colonne corinzie sormontate da un timpano custodiranno lintimità di nuove matrone sotto un porticato di pavimentazioni rosse affacciato sulle acque di una piscinetta termale. Sono le ville che piacciono ai figli del Volga, gli oligarchi che del crollo sovietico hanno saputo approfittare e ora fanno di Forte dei Marmi una marca per le loro vacanze extralusso. Alcune sono nuove, altre cerano già, ma i paperoni venuti dallEst hanno i loro vezzi, gli imprenditori lhanno capito e così le ricostruiscono seguendo gusti architettonici che rischiano di snaturare unarea protetta da vincoli urbanistici molto rigidi. Sono 30 le residenze marinare vendute ai russi in tutto il Comune. La caccia grossa, in questi anni, si è scatenata a Roma Imperiale, unica zona in cui la macchia mediterranea erode ancora metri al cemento. Una volta formalizzato lacquisto (quasi mai sotto i 4 milioni di euro), i magnati procedono a un restyling che spezza lequilibrio paesaggistico consolidato in un secolo di storia. «Oltre a peristili classicheggianti, un stile che a loro piace molto, mi è capitato di vedere anche una tenuta dove, ai bordi della piscina, hanno istallato scogli della Costa Smeralda con un impianto che versa vodka alla spina. Sono i loro gusti, in effetti un po kitsch», dice Francesco Bertola, agente immobiliare di Vittoria Apuana e figlio di Roberto Bertola, lex sindaco di destra che diede il via alla «stagione dei cantieri» bloccata dal piano regolatore dellattuale amministrazione. In tutto il Forte ogni ricostruzione che avvenga a un chilometro dal mare deve essere comunicata allufficio urbanistica e il nuovo progetto presentato a una commissione di tre saggi. «Non credo le sarebbero sfuggite delle violazioni. Non ho notizia di case per cui siano stati ignorati i caratteri dello stile fortemarmino», dice il sindaco Umberto Buratti (Pd). Ignorati no, reinterpretati per sfuggire alla mannaia della commissione forse sì. Come per il nuovo Hotel Principe in viale Morin. Voluto dai nuovi proprietari russi con uno stile tedesco, non è passato inosservato. «Sembra un vecchio edificio della Sip. Così si stravolge il paesaggio. I russi sono ben accetti, ma lasciare che con le loro dimore proiettino la propria identità senza aver cercato una sintesi con quella preesistente può essere pericoloso» dice larchitetto Tiziano Lera. Quelli che ostentano ricchezza, comprano bottiglie di champagne a cifre folli e sequestrano le boutique per una notte di shopping pagando con valigette piene di contanti, «vengono in Versilia per conformismo, seguono il percorso vacanziero di una élite. È soprattutto loro che dobbiamo far innamorare del nostro territorio», aggiunge Lera. Ideatore di alcune ville al Forte, spiega: «Quando si ricostruisce una villa si deve assecondare la natura, utilizzare i materiali del posto, considerare i colori delle montagne, la vegetazione, perfino la funzione dei venti, figuriamoci le case circostanti». «Rispetto ai primi anni, i russi sono meno appariscenti. È vero, cè stato un periodo in cui la loro presenza era roboante, del tipo "ti faccio vedere io quanti soldi ho", ma non è più così», ha dichiarato ieri Buratti. Sarà, ma le leggende sui nouveaux riches si sprecano. È di sabato la notizia di un motociclista versiliese risarcito sul posto con quattromila euro in contanti dal russo che laveva investito con il suo fuoristrada e non aveva tempo di aspettare i vigili per i rilievi. Generosità che il Forte vorrebbe tramutare in business. Dal 20 al 28 agosto i lido dorato omaggerà i suoi ospiti con il Festival della cultura russa, una mitografia del sapere euroasiatico utile ad agganciare nuovi affari, soprattutto ora che il mercato immobiliare è in frenata. Da febbraio nessuno ha fatto capolino in una delle 110 agenzie del paese per comprare una delle mega ville. Un effetto prevedibile in un contesto di crisi globale, una crepa anomala per il Forte dove le quotazioni delle abitazioni di lusso si sono impennate del 14. Secondo i dati dellOsservatorio immobiliare del territorio, si è passati da un valore di 10mila 700 euro al metro quadro a 12mila 250. La speranza è che i russi che già soggiornano al Forte chiamino a raccolta amici e parenti interessati allo shopping del mattone. Sarebbe la soluzione ai grattacapi prodotti dal crollo degli affitti (meno 30, dicono gli immobiliari) e dalle vacanze mordi e fuggi. Così, nel firmamento della perla rivierasca, fino a qualche anno fa costellato di salotti lombardi e fiorentini, brillano nuovi colonizzatori del lusso. La Versilia si è abituata a pensare in cirillico, e anche a impastarci il cemento.
TOSCANA - PAESAGGIO. Le ville dei nuovi ricchi dellEst tradiscono lo stile Forte dei Marmi
Il Comune di Forte dei Marmi sta affrontando la crisi degli affitti e le vacanze mordi e fuggi, cercando di attrarre nuovi clienti con il Festival della cultura russa. I russi hanno acquistato 30 ville nel Comune, che hanno richiesto modifiche alle norme urbanistiche per poter ricostruire secondo i loro gusti. Le nuove residenze sono state costruite con stili architettonici fuori dai canoni paesaggistici, come peristili e finti scogli, e sono state valutate da tre saggi. Il sindaco Buratti afferma che le violazioni non sono state ignorate, ma potrebbero essere state reinterpretate.
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