"Abbiamo trovato pietre truccate con coloriture finte per mascherarne lo stato di degrado" Dopo un anno di restauri in San Vitale ritorna allantico la facciata della dimora del '500 attribuita al Formigine Dopo un anno di lavori, torna allantico splendore la facciata di palazzo Fantuzzi, e tornano anche i colori sgargianti che nel '500 celebravano la grandezza e lascesa sociale di una famiglia di commercianti venuta dal contado. Il rosso vivace spicca tra i colori tenui delle arenarie e mette in risalto alcune particolari formelle, come quella con lo stemma della famiglia, un elefante che sostiene le torri della città, che rimanda al nome originario di "Elefantuzzi". Colori forti, che fanno dimenticare il grigio cui sembravano essersi definitivamente abituati i frequentatori di via San Vitale, dove la bella facciata costruita a partire dal 1521 e attribuita al Formigine (ma anche al Peruzzi o al Serlio) è stata per anni il bersaglio dello smog. Ma proprio nella ricostruzione dei colori, tra mattoni e arenarie di tre sfumature diverse, si è applicato un particolare procedimento di restauro, che ha incrociato lanalisi chimica dei frammenti rimasti sulla facciata allo studio delle fonti documentarie. «Il colore originario del palazzo era proprio lo stesso rosso che oggi appare così sgargiante - spiega larchitetto Giuseppe Maria Costantini, autore anche del restauro della chiesa dei santi Giuseppe e Ignazio in via Castiglione, criticata proprio per il colore acceso della facciata -. Lo dimostra non solo lanalisi in quadricromia dei frammenti rimasti della facciata, ma anche unincisione del 1732 dove si vedono chiaramente le colonne azzurre». Oggi le colonne, come anche i finestroni e le trabeazioni, risaltano invece per la raffinata orchestrazione dei diversi tipi di arenaria, di volta in volta tendente al bianco, al giallo e al grigio. Lintervento più delicato ha riguardato proprio le arenarie, "sbriciolate" dal tempo e poi di volta in volta oggetto di infiniti restauri nel corso della storia del palazzo. Lultimo "restyling" totale è del 1980, ma da allora non si contano i piccoli interventi per tenere insieme la preziosa moltitudine di elementi decorativi e architettonici. «Ci siamo trovati di fronte a pietre "truccate" con coloriture finte per mascherarne lo stato di degrado - spiega il restauratore -. La tinteggiatura sostituiva un intervento vero e proprio sulla pietra, che in questo casa è stata ripulita e anche "imperniata", cioè dotata anche di perni che consentono alla materia di resistere alle aggressioni degli agenti atmosferici». La posizione del palazzo, però, non permette di "archiviare" la pratica del restauro anche dopo un lavoro molto accurato: affacciato su una strada che oggi è «unarteria del traffico urbano e della sosta», palazzo Fantuzzi dovrà essere sottoposto ogni anno a una delicata manutenzione. «È incomprensibile che non sia impedito il parcheggio davanti al facciata del Palazzo - dice infatti la proprietà "Condominio di Palazzo Fantuzzi" - che non sia modificata ad hoc la carreggiata e il tipo di veicoli ammessi alla circolazione». Adesso si lavora per trasformare il materiale di questo studio in una pubblicazione, che testimoni il lavoro del gruppo di progettisti diretti dallarchitetto Daniele De Paz di Betarchitetti con la collaborazione del dipartimento per la conservazione dei beni culturali dellUniversità.