In corso il restauro di tele, terrecotte e sculture rovinate dal terremoto Migliaia di pezzi sono stati riuniti nel Museo della Preistoria a Celano La maggior parte delle opere era nella Fortezza spagnola in gran parte crollata Da maggio, lOpificio delle Pietre Dure è impegnato in prima linea nel restauro del patrimonio darte danneggiato dal terremoto in Abruzzo. La missione fiorentina - che vede i restauratori fare la spola fino a Celano, a trenta chilometri dallAquila - durerà fino a settembre. E a Celano che una squadra di 4-5 funzionari è al lavoro quotidianamente: nella moderna struttura del Museo della Preistoria, dove sono state riunite migliaia di opere rovinate, tele, sculture e terrecotte provenienti dal Museo nazionale dellAquila, dalla sede della Fortezza spagnola crollata per il sisma che i primi di aprile ha colpito il cuore dellAbruzzo. «Il nostro compito finora è stato spacchettare i materiali recuperati e trasportati dallAquila fino a Celano dalla Protezione civile, quindi esaminarne lo stato, inventariarne i pezzi in caso di gravi danni, infine compilare una scheda tecnica per ogni pezzo - spiega Maria Donata Mazzoni, direttore del settore bronzi e restauro di materiali lignei dellOpificio, rientrata giorni fa da una missione - In qualche caso abbiamo fatto, e continuiamo a fare, un primo pronto intervento di restauro, come ricomporre frammenti e pezzi di marmi, di terrecotte, di sculture lignee, oltre che lacerti di tele di dipinti». Di fatto il crollo di alcuni piani della Fortezza ha danneggiato tantissime delle opere esposte. E se alcuni quadri erano rimasti appesi e fortunatamente integri alle pareti, «in seguito sono stati bagnati dalla pioggia, così siamo dovuti intervenire ugualmente e dovranno essere risanati» precisa Mazzoni. «Lintervento dei tecnici dellOpificio segue le direttive del progetto di recupero del Ministro dei Beni culturali, e ci vede in stretta collaborazione con lIstituto superiore di conservazione e restauro di Roma» spiega la soprintendente dellOpificio Isabella Lapi Ballerini. Importanti revisioni che preludono ai veri e propri lavori di restauro, che chissà quando inizieranno, se si troveranno i fondi necessari. «Ormai da tempo i pezzi del museo, compresi tutti i custodi e i dipendenti, hanno traslocato a Celano - prosegue Mazzini - Ci alterniamo con i colleghi romani nel coordinamento dei lavori, cataloghiamo tutte le urgenze, e mettiamo in sicurezza le opere». La funzionaria mostra una serie di foto con tele del '600 rovinate da tagli e fori, sculture in terracotta rimaste miracolosamente intatte, altre ridotte in frammenti da ricomporre. Danni ingentissimi, che hanno toccato soprattutto le chiese, oltre al Museo nazionale, considerato tra i più rappresentativi di tutta la regione e che comprende la ricca collezione di dipinti e sculture dal XVII secolo ad oggi. «In questi giorni si stanno prospettando adozioni di restauro da parte dellOpificio e dellIstituto centrale - precisa la soprintendente Lapi Ballerini - Si tratta di opere mobili di eccellenza, ovviamente tra le più importanti su cui intervenire compatibilmente con le nostre attività, che saranno indicate e scelte dal vice commissario Luciano Marchetti». Tra le priorità da affidare in restauro allOpificio, Marchetti segnala per ora la più importante della lista: «Il pulpito e i candelabri dellantica abbazia di San Clemente a Casauria». Quanto ai fondi necessari per tutti i danneggiamenti alle opere darte abruzzesi, il vice commissario osserva «che toccano i 3 miliardi di euro e che il ministero si è già attivato con campagne nazionali e internazionali per reperire i finanziamenti necessari». Tra laltro ottobre Firenze ospiterà il Salone dei Beni culturali e una sezione sarà dedicata proprio agli interventi in Abruzzo eseguiti dallistituto fiorentino.