L'associazione esamina gli atti della società inviati alla Regione Bertucco: «Nei documenti pochi dettagli sul possibile inquinamento dell'aria e dell'acqua nella zona» Troppi dati non concordano nella valutazione di impatto ambientale sull'autodromo di Vigasio e Trevenzuolo. Lo sostiene Legambiente, che torna all'attacco del progetto della società Autodromo del Veneto. Michele Bertucco, presidente dell'associazione, e Vincenzo Parise, ala guida del circolo "Il Tiglio" di Vigasio, esprimono perplessità sui documenti della Valutazione di impatto ambientale (Via), depositata in Regione per ottenere l'autorizzazione al complesso, di quattro milioni e mezzo di metri quadrati, divisi tra pista automobilistica, parco divertimenti, centro commerciale, polo ricettivo e tecnologico. «Secondo la società, la documentazione è stata ripresentata per una scelta tecnica», spiega Bertucco, «ma noi riteniamo che sia stata obbligata a farlo per carenza degli incartamenti depositati. Un esempio? Non sono stati valutati tutti i tipi e le qualità dei residui e delle emissioni previste, come l'inquinamento dell'acqua, dell'aria, del suolo, i rumori, le vibrazioni, la luce, il calore e la radiazione prodotti. Mancherebbe una descrizione adeguata dell'impatto sul patrimonio agroalimentare, sul paesaggio e sull'iterazione fra questi fattori». Poi osserva: «Con la nuova procedura si ammette che, seppur marginalmente, la Regione Lombardia sarà interessata dal progetto. Altri Comuni del veronese debbano essere coinvolti, come Verona e Villafranca». Bertucco tocca la questione dell'atto unilaterale d'obbligo, sottoscritto dai privati, e dell'accordo di programma tra Regione, Provincia e Comuni di Vigasio e Trevenzuolo, per le nuove strade che serviranno, oltre a Motor City, anche District park e Centro agroalimentare di Trevenzuolo. «I documenti sono difformi da quelli approvati dal Consiglio provinciale lo scorso 8 aprile», osserva, «e non sono stati oggetto di una intesa tra la Provincia ed i proponenti dei tre progetti». Sul patto, che prevede il nuovo casello di Vigasio e il rifacimento di quello di Nogarole sull' Autobrennero, Bertucco si domanda: «Come può l'atto, sottoscritto da Autodromo del Veneto, Spalt, Verona Sviluppo e Serenissima Sgr, obbligare Autobrennero, che non è firmataria, a realizzare le opere?». Sull'afflusso annuo di visitatori Bertucco e Parise definiscono «sorprendenti e terrificanti» le previsioni. «Sono stimati quattro milioni 350 mila passeggeri diretti a Motor City con il trasporto pubblico», spiegano, «che dovrebbe contribuire a una percentuale tra il 4,62 e il 5,36 del totale. Se questi dati corrispondessero alla realtà, si arriverebbe ad un movimento complessivo superiore ai 50 milioni di turisti, più della popolazione residente in Italia». Gli ambientalisti respingono i dati sui movimenti aerei. «Al Catullo dovrebbe atterrare un milione e mezzo di visitatori di Motor City», dicono, «e altrettanti dovrebbero decollare, con un incremento di 20 mila aerei. Sono dati poco credibili e irrealistici. In ogni caso porterebbero gli enti a dover investire cifre rilevanti, peggiorando le condizioni del territorio». Sul fronte legale il Comune di Vigasio ha incaricato l'avvocato Andrea Leoni di Verona ad opporsi al ricorso presentato dalla Provincia di Mantova, che vuole l'annullamento dell'accordo sulle strade che serviranno l'autodromo e le altre aree produttive.