Piano casa Ambientalisti e Cgil denunciano l'incostituzionalità delle nuove norme «Bloccate la legge Attila». A lanciare l'appello sono le associazioni ambientaliste che denunciano un'imminente colata di cemento: «Costruire su edifici storici, nei borghi, nei parchi, nelle aree a rischio industriale e nelle aree archeologiche: ora con il Piano casa in Abruzzo sarà possibile, e senza limiti!», affermano i rappresentanti di Legambiente, Lipu, Wwf, Fai e Italia Nostra, secondo i quali diverse sono le norme incostituzionali del Piano Casa. «La legge - spiegano i rappresentanti delle cinque associazioni - permette addirittura di costruire in parchi, borghi, nelle aree a massimo rischio industriale, nelle aree archeologiche e sugli edifici storici vincolati. Si tratta di una vera e propria "Legge Attila" per le devastazioni che potrà apportare alla natura, al paesaggio, all'architettura e alla storia della regione». Le associazioni hanno chiesto in Commissione regionale di bloccare l'iter della legge affinchè si apra un'ampia discussione con la società abruzzese sui vari aspetti del provvedimento. «Se si continuerà nell'insensata corsa a cui abbiamo assistito finora - affermano gli ambientalisti - vorrà dire che si vuole evitare un confronto di merito su un provvedimento che cambierà l'Abruzzo in peggio». Le associazioni hanno presentato un documento al Consiglio regionale in cui, oltre a presentare richieste, chiariscono l'incostituzionalità della proposta di legge che, a loro avviso, scardina i principi fondanti della pianificazione territoriale, «garantendo solo gli interessi privati e non quelli pubblici. Infatti la legge deroga tutta la pianificazione annullando nei fatti i Piani regolatori comunali e ogni altro strumento di regolazione dell'edilizia e del governo del territorio». L'intesa Stato-Regioni sul Piano Casa restringeva l'ambito dell'intervento alle sole villette mono e bifamiliari. In Abruzzo non è così. «La legge prevede la possibilità di allargare del 20 tutti gli edifici oppure di abbatterli ricostruendoli con un premio di cubatura tra il 30 e il 65, senza distinzioni tra quelli residenziali e quelli industriali e senza limiti di cubatura, a differenza delle leggi già approvate in altre regioni come Toscana, Emilia Romagna e Lombardia spiegano gli ambientalisti -. Quindi, se un costruttore ha un palazzo di 10 piani potrà costruirne altri due. Addirittura, in alcuni casi, il diritto a realizzare queste cubature può essere trasferito su altri siti diversi dall'edificio di partenza, permettendo di cementificare nuovo suolo». Anche la Cgil chiede una modifica del Piano casa affermando che «i suoi principali destinatari non sono le famiglie, ma i grandi costruttori».