Sindaci: paura per i ricorsi. L'assessore provinciale Mina: ossigeno per le casse e niente scempi MENAGGIO L'incontro sul piano casa, voluto dall'amministrazione di Menaggio, è saltato a causa dell'assenza dei due relatori, Gianluca Rinaldin e Giovanni Bordoni, costretti in consiglio regionale per votare provvedimenti su istruzione, sanità e caccia. La serata, cui sono intervenuti molti amministratori locali assieme ad altrettanti tecnici, non è però stata inutile. Forte la preoccupazione da parte dei sindaci anche per le conseguenze amministrative, oltre a quelle ambientali, che questa normativa potrebbe portare con sé. Una posizione riassunta dalle parole di Marco Rumi, assessore all'urbanistica del Comune di Griante, presente con il neo sindaco Leandro Bianchi: «Sono molto preoccupato perché temo che questa normativa possa esporre i Comuni a ricorsi amministrativi, per via della necessità di individuare entro una scadenza fissata a breve le zone dove il piano casa non potrà essere adottato. Si rischia di aggravare i già precari bilanci dei Comuni con le parcelle degli avvocati». Dello steso avviso anche il geometra Paolo Nardi, che vede l'individuazione di zone «off limits » come una reale insidia. Di parere contrario, invece, l'assessore provinciale al territorio Sergio Mina: «Questa normativa, che entrerà in vigore il 16 ottobre e durerà 18 mesi, porterà ossigeno alle casse comunali grazie all'edilizia. Non si consumerà nuovo suolo e i Comuni potranno individuare le zone da salvaguardare». L'architetto menaggino Antonio Solano teme una confusione «simile a quella generata nel '96 dalla legge dei sottotetti», mentre Marco Braga, sindaco di Garzeno, vorrebbe definire più chiaramente «i volumi a cui si può applicare l'aumento». Promotore della serata, assieme all'assessore Francesco Guaita, il primo cittadino di Menaggio Alberto Bobba si è detto «curioso di capire che sviluppi ci potranno essere nei centri storici», prima di esprimere una riflessione sull'attualità: «Si legge che Menaggio è il paese più cementificato del lago, ma in quest'estate di crisi nel nostro paese non c'è un posto per sedersi a mangiare. Significherà qualcosa? È normale che le imprese vengano da noi a costruire anche perché può essere un investimento. Noi ne siamo consci e vorremmo risparmiare il più possibile il territorio, sempre all'interno delle norme che regolano la vita civile». Raggiunti telefonicamente, i consiglieri regionali assenti provano a rassicurare gli amministratori. «I Comuni valuteranno, motivando attraverso le delibere, le zone dove il piano non sarà attuabile. Questo sarà sufficiente e non sindacabile», sostiene Giovanni Bordoni. «Mi scuso per l'assenza - esordisce Gianluca Rinaldin -. Rifaremo la serata il 14 settembre, illustrando contemporaneamente anche il nuovo piano territoriale regionale, e dando tutte le risposte necessarie». Marco Pini