È in piena attività sull'Isola Comacina il restauro delle tre piccole residenze per artisti costruite dall'architetto razionalista Pietro Lingeri tra il 1938 e il 1941. «I lavori sono esattamente a metà - dice l'architetto Andrea Canziani - Sono state effettuate le ripuliture di tutte le pareti e dei pilastri delle strutture lignee originali degli interni. Poiché sono state rinvenute due coloriture sovrapposte, una chiara e tre coloriture diverse nelle tre casette - probabilmente quelle originali di Lingeri - ora si cerca di comprendere quale sarà la più adatta da riproporre per le ritinteggiature definitive. All'interno le casette sono vuote poiché, a causa dell'abbandono durato circa quindici anni, i vandali le hanno spogliate di ogni arredo. Per il futuro l'Accademia di Brera ha stabilito che le casette saranno adibite di nuovo a residenze estive per artisti e dunque, fondi permettendo, bisognerà provvedere a un nuovo mobilio. Per la loro struttura e per la posizione interna dei vetri esse sono infatti perfette per dipingere, vi è un preciso studio di penetrazione della luce e anche per questo motivo tutte le strutture vetrarie non sono state modificate, semmai riparate. Si sta inoltre procedendo alla realizzazione degli impianti elettrici e idraulici. Sono già state ricostruite le coperture di due casette, e utilizzando rame stagnato si è recuperata l'antica copertura della terza». Nei periodi in cui le casette non saranno abitate da artisti sarà possibile l'apertura al pubblico. «Per la visita - dice Stefano Della Torre, docente di Restauro al Politecnico di Milano e tra i principali promotori del recupero dell'Isola - sarà auspicabile il pagamento di un biglietto. L'ideale sarebbe una card che permetta di visitare anche altri siti ripristinati e compresi nell'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale sotto la cui egida si svolgono i restauri: l'Antiquarium di Ossuccio, Villa Balbianello, Villa Carlotta, il Museo Paesaggistico lariano della Villa Boliviana, Palazzo Scotti a Laino, Villa Vigoni a Menaggio e Villa Giulia a Bellagio». Sull'isola si è lavorato anche sull'ex monastero dei SS. Faustino e Giovita. «È stata effettuata innanzitutto - prosegue Della Torre - una ripulitura dalla vegetazione. Grazie ai restauri è stato possibile riportare alla luce la struttura biabsidale, dove le due absidi appaiono oggi affiancate da un antico abbeveratoio di pietra. È stato possibile anche ridatare la chiesa attorno al 1200 e la sua conversione a stalla avvenuta probabilmente qualche secolo dopo in seguito alla distruzione dell'aula biabsidale. La nuova datazione non è elemento da poco: sulla base della precedente furono datate altre importanti chiese romaniche lariane come quella di Veglio e S. Antonio di San Fedele Intelvi. Inoltre la nuova datazione sfaterebbe la leggenda della maledizione lanciata dal Barbarossa contro l'Isola». La copertura dell'ex chiesa è stata completamente riadattata, mentre tutta la struttura muraria è stata recuperata. «Il progetto prevede che l'ex chiesa ospiti la casa del custode dell'Isola Comacina - conclude Della Torre - poiché riteniamo fondamentale che ci siano una conservazione e un controllo adeguato degli spazi dopo i restauri. Inoltre al piano terra, oltre ad alcuni servizi igienici, è previsto anche un info-point, collocato in prossimità delle due absidi, che saranno così visibili al pubblico». Chiara Favero