Tanto tuonò che piovve. Ieri il ministro ai Beni Culturali ha rotto il silenzio per replicare alla levata di scudi della Regione, irritata dalla prospettiva di una sostituzione di Carlo Callieri come presidente del Centro per il Restauro di Venaria Reale. La proposta di Toto Bergamo Rossi, il candidato sponsorizzato da Roma, ha innescato un caso diplomatico. «Devo constatare con rammarico che la scelta di una personalità di altissimo profilo nel campo del restauro non è stata apprezzata dalla presidente Bresso, che in forme personali e istituzionali molto discutibili e singolari mette in discussione una prerogativa del Ministero - ha esordito Bondi -. Preciso che il Consorzio, iniziativa del precedente governo che ho voluto riconfermare e nel quale ho deciso fossero presenti i Beni Culturali, nonostante il drastico ridimensionamento della partecipazione economica della Regione, difficilmente potrebbe godere del medesimo prestigio senza la partecipazione del Ministero». Conclusione: «La presidente Bresso ci dica quale strada intende seguire nella prosecuzione dei nostri rapporti». Della serie: la palla passa alla Regione, ora sta a lei togliere le castagne dal fuoco. A stretto giro di posta la replica della presidente, che tra un altolà a Bondi e una strigliata alle Ferrovie sta vivendo un'estate di fuoco. Nessuno discute le qualità di Bergamo Rossi, premette Bresso nella replica con l'assessore Oliva: «Il problema è un altro. Se nella forma e nella sostanza il ministro ritiene irrilevante il parere della Regione, allora il Collegio dei fondatori potrà legittimamente non accogliere la proposta del ministro». Poi la stoccata: «Siamo molto interessati alla presenza del governo nel Consorzio. Se invece ci si propone l'intrusione di un ex-coordinatore di Forza Italia come Bondi, allora la cosa ci interessa molto meno». Nervi tesi anche con le Ferrovie, oggetto degli strali di Bresso per la diserzione, poi rientrata, alla Conferenza dei servizi che dovrà dare il via al grattacielo di Fuksas, La torrenziale riunione si è svolta ieri, dalle 8,30 alle 14,30, con la presenza di Regione, Comune, Provincia, Arpa, Gtt e, per l'appunto, le Ferrovie: che per hanno inviato solo i tecnici e non i loro legali. La buona notizia è che è stato approvato il progetto definitivo della torre e le opere di urbanizzazione dell'intera area. In compenso manca la firma dell'accordo di programma. Nuova riunione, si spera risolutiva, il 15 settembre e poi l'avvio della gara. Polemiche permettendo.