Da Calatrava a Nouvel fino a Chipperfield, Fuksas, Bofill e Zaha Hadid: ormai Salerno è diventata la città delle archistar. Molti cantieri sono ancora aperti ed altri aspettano di essere inaugurati, alcuni purtroppo sono fermi per carenza di risorse economiche o cavilli burocratici, ma passeggiare in città equivale ad immergersi in un manuale di urbanistica moderna. Perchè Salerno è diventata la città delle «archistar» appellativo assegnato al grandi architetti di fama internazionale che hanno tratteggiato con i propri disegni opere dal forte carattere innovativo. Da Oriol Bohigas, lo spagnolo che ha tracciato la prima rivoluzione urbanistica con il Puc, fino a Santiago Calatrava chiamato a disegnare il ponte che unirà il Marina di Arechi (il porto-isola turistico privato dell'imprenditore Agostino Gallozzi) alla terraferma il cruccio del sindaco Vincenzo De Luca è stato quello di abbinare alla trasformazione quotidiana della città, con gli interventi di riqualificazione dei quartieri, forti impronte architettoniche affidate a griffe internazionali. Non senza polemiche e contrasti con ambientalisti e movimenti civici. Soprattutto su piazza della Libertà: la nuova porta verso il mare ideata da Ricardo Bofill che ha al centro il Crescent, un monumentale fabbricato a mezzaluna finito nel mirino della contestazione (movimento www.nocrescent.it) e tra i fascicoli parlamentari con una interrogazione bipartisan del senatore piemontese Roberto Della Seta (Pd) e del deputato siciliano Fabio Granata (Pdl). Ma Salerno può fregiarsi dell'appellativo di città dell'arte moderna grazie ad opere importanti come la «Stazione Marittima» dell'angloiraniana Zaba adid e la «Cittadella Giudiziaria» del britannico David Chipperfield. E nuovamente Ricardo Bofill, che oltre alla piazza della Libertà ha disegnato il waterfront con il grattacielo sul Lungomare simile a quello di Dubai; Janos Karasz e Maria Aubock, ideatori della rivisitazione del Parco D'Agostino; Tobia Scarpa, progettista del Palazzetto dello sport destinato anche ad ospitare concerti; Kazuyo Sejima, che ha rivisto in chiave orientale alcuni edifici della zona alta del centro storico; Manuel Rui Sanchez, architetto naturalista che ha vinto il concorso di idee per il ripascimento del litorale orientale; Massimo Pica Ciamarra al quale è stato chiesto di ridisegnare tutta la zona del porto commerciale. Ma l'amministrazione, nel corso degli anni, ha spinto gli investitori privati a farsi carico di opere di trasformazione urbanistica. Ed anche qui il sindaco De Luca ha voluto che a disegnare queste riqualificazioni fossero architetti internazionali. Ecco che, per il recupero del Pastificio Amato, l'azienda ha incaricato Jean Nouvel, E se l'industriale Agostino Gallozzi è riuscito, per il suo porto-isola, ad ottenere un ponte griffato Calatrava, il recupero della fabbrica Salid è stato assegnato ad Alessandro Fuksas, una cava dismessa è diventata una grande arena con teatro e strutture per il tempo libero grazie allo Zenith di Dominique Perrault, mentre il Grand Hotel, sorto dove prima c'era un cementificio, ha il tratto inconfondibile di Nicola Pagliara. Ma Salerno ha intenzione di sfruttare anche culturalmente questa innovazione urbanistica. Tant'è che sempre De Luca ha prima promosso un ciclo di incontri internazionali su «Architettura e territorio» la cui prima lectio magistralis è stata affidata a Santiago Calatrava e poi ha lanciato il progetto di ospitare in una delle due torri del Crescent di piazza della Libertà di Bofill un «L'Archivio internazionale dell'architettura contemporanea». Ma proprio il Crescent resta la gioia e il dolore del sindaco di Salerno. Perchè mentre De Luca ottiene, per questa opera, il plauso di Gillo Dorfles, negli ultimi mesi si sono scatenati i rappresentanti del movimento civico nato per contrastare la realizzazione del fabbricato a mezzaluna. Ed ora la protesta colpisce anche la Soprintendenza. «Che non ha dato il suo parere sul Crescent - hanno scritto al ministro Bondi il senatore Pd Roberto Della Seta, capogruppo in commissione Ambiente, e il deputato Pdl Fabio Granata, vicepresidente della commissione Antimafia un megaprogetto che prevede la costruzione di un piazza di 30 mila metri quadrati e di un faraonico edificio di quasi 30 metri».
Urbanstica Salerno. I progetti di Salerno mecca delle archistar
Salerno è diventata la città delle archistar grazie agli interventi di riqualificazione urbanistica di architetti internazionali come Calatrava, Bofill, Chipperfield, Fuksas, Zaha Hadid e altri. Molti cantieri sono ancora aperti e altri aspettano di essere inaugurati, ma alcuni sono fermi per carenza di risorse economiche o cavilli burocratici. La città ha anche ospitato incontri internazionali su Architettura e territorio e ha lanciato il progetto di ospitare un L'Archivio internazionale dell'architettura contemporanea.
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