Erano anni che lo stato inseguiva palazzo altemps, gioiello architettonico a due passi da piazza Navona e sede del museo nazionale romano. Ebbene, dalle pieghe del bilancio dell'Agenzia del demanio, analizzato nel dettaglio in una relazione della Corte dei conti, viene fuori che l'Agenzia ha perfezionato l'acquisizione definitiva dell'immobile con un'ultima tranche di quasi 20 milioni di euro (per la precisione 18 milioni e 800 mila euro). L'acquisto, in realtà, era praticamente già cosa fatta quando il Demanio era ancora sotto la regia di Elisabetta Spitz, che un anno fa ha lasciato il vertice della struttura all'ex presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato, recentemente confermato nella cabina di comando di Fintecna, la finanziaria del ministero dell'economia. Nel frattempo lo stesso Prato sta conducendo con pugno di ferro una drastica operazione di dimagrimento della stessa Agenzia del demanio, in attesa che questa venga trasformata in società per azioni, come segnalato da ItaliaOggi del 21 luglio scorso e come auspicato nella medesima relazione della magistratura contabile. Eh già, perché dal maggio scorso Prato ha deciso di mettere in liquidazione la Demanio Servizi spa, società strumentale dell'Agenzia che già in altre occasione aveva formato oggetto di riflessione per la Corte del conti. Senza contare che ormai non più raggiungibile on line il sito www.demaniore.it, iniziativa costata all'epoca la bellezza di 5 milioni di euro con lo scopo di offrire una sorta di «piazza immobiliare» per tutti gli operatori intenzionati a fare affari attraverso il patrimonio immobiliare pubblico. Prato, appena insediato, espresse immediatamente le sue perplessità sul sito, in particolare dopo aver preso cognizione di quelli che erano i suoi costi. E così, dopo aver pi volte manifestato l'intenzione di «oscurarlo», il manager pubblico lo ha definitivamente cancellato. Il prossimo obiettivo, adesso, sarà la trasformazione del Demanio in società per azioni, per dotare la struttura dl una configurazione giuridica pi snella e funzionale alle esigenze dl gestione del patrimonio immobiliare pubblico. Da questo punto vista una spinta non indifferente verso l'esito potrebbe essere proprio il giudizio della Corte dei conti, che nella sua relazione sull'Agenzia ha visto la sua possibile trasformazione in spa come un passaggio benefico e importante. Del resto il progetto precede spedito, se solo si considera che Prato lo ha già comunicato ai suoi più stretti collaboratori. Chissà, questa volta l'esorcista evocato al tempi dell'Alitalia, con un'espressione ormai divenuta celebre, potrebbe non essere necessario per il futuro del Demanio.