«La buona conservazione dei centri storici è fondamentale per preservare lidentità stessa dei cittadini». Oberdan Forlenza, da poco più di un mese assessore regionale ai Beni culturali, in un ragionamento complessivo sullo stato del patrimonio artistico campano, tocca lo spinoso tema della tutela del centro cittadino: «Lo spopolamento del centro storico, il fiorire di uffici, negozi, attività del terziario rappresenta un attentato a quel concetto di museo diffuso verso cui si dovrebbe tendere. Tutelarlo non significa mettere il centro sotto una campana di vetro, snaturarlo». Neanche lasciarlo cadere a pezzi, però. «Certo se vivi un bene lo consumi. Bisognerebbe arrivare a un saggio, quotidiano utilizzo, perché un centro storico vivo, non imbalsamato, è uninnegabile ricchezza». Il problema centrale è la conservazione. «In questo campo il governo fa troppo poco. Prendiamo i beni culturali: per la loro conservazione nel bilancio ordinario figurano solo 78 milioni di euro. Un decimo circa di queste risorse arriva in Campania. Non si può addossare tutto agli enti locali. La Regione attraverso il Programma operativo è pronta a investire 149 milioni, ma i fondi europei non possono sostituire le risorse ministeriali, dovrebbero essere un di più». In che modo si potrebbe ottimizzare la spesa? «Inseguendo di meno levento e concentrandosi di più sulla gestione ordinaria del patrimonio». Dopo la riduzione delle soprintendenze, il settore dei beni artistici, archeologici e architettonici vive in Campania un momento delicato: ad agosto usciranno di scena dirigenti come Spinosa e Guzzo, i vertici di diversi uffici resteranno scoperti. «La riduzione e laccorpamento delle soprintendenze sono state mosse sbagliate. Creano confusione e intermittenza nelle politiche di tutela. La concomitanza poi della fine dellincarico per uomini di grande spessore dimostra la cecità di una politica che per anni non ha bandito concorsi, ha lasciato invecchiare la classe dirigente senza pensare al futuro, permettendo così di disperdere un enorme patrimonio di conoscenze». Come si esce dallimpasse? «Si avvicina il momento della nuova Finanziaria, il governo dovrebbe prevedere una forte immissione di giovani per creare una nuova leva di tecnici dellarte». A prescindere dagli uomini, quali sono le sfide che attendono ora la Campania? «Ci sono due rischi da scongiurare: il disinteresse del cittadino e la visione economicistica del bene culturale». Come? «Le strade sono tante. Un giorno gratuito per visitare siti e musei, labbassamento dei prezzi dingresso nelle altre giornate, la definizione di una politica specifica per le aree interne». Tutte idee che potrete presto mettere in pratica: grazie a un accordo di programma con il ministero, la Regione ha acquisito la gestione di 21 siti. Una sorta di federalismo nellamministrazione dei beni culturali. «Già, la Campania diventerà un laboratorio di esperienze. Si parte a settembre, con un nuovo progetto per il castello di Baia».
NAPOLI - Centro storico, sos di Forlenza "Il governo fa troppo poco"
Oberdan Forlenza, assessore regionale ai Beni culturali, ha sottolineato limportanza della buona conservazione dei centri storici per preservare lidentità dei cittadini. Ha criticato lo spopolamento del centro storico e il fiorire di uffici e attività del terziario, che rappresenta un attentato al concetto di museo diffuso. Ha anche criticato la conservazione dei beni culturali, che riceve troppo poco fondi nel bilancio ordinario. La Regione ha 149 milioni di euro per la conservazione, ma i fondi europei non possono sostituire le risorse ministeriali. Forlenza ha proposto di ottimizzare la spesa concentrando la gestione ordinaria del patrimonio e di aumentare la spesa per la conservazione.
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