La Regione replica: "Sul Centro restauro andiamo avanti" La presidente: "Noi vogliamo Callieri" E la Compagnia di San Paolo prende le distanze da tutti Vivace botta e risposta, e non tra i più benevoli, tra il ministro per i beni culturali Bondi e la presidente regionale Bresso sulla nomina del «veneziano» Toto Bergamo Rossi alla guida del Centro di Restauro di Venaria. Come è noto, Bresso non ha per nulla gradito il rifiuto da parte di Roma del «suo» candidato, annunciando nei giorni scorsi, forte anche del fatto di essere la maggiore finanziatrice del Centro, mentre dal ministero non arriva un euro: «Noi andiamo avanti con la scelta di Callieri». Quello dunque è il nome che verrà proposto dalla «zarina» al Collegio dei fondatori, cui spetta il voto definitivo. Pronta la replica ieri del ministro: «Devo constatare con rammarico che la scelta di una personalità di altissimo livello nel campo del restauro per la presidenza del Centro per il Restauro di Venaria come quella del professor Toto Bergamo Rossi non è stata apprezzata dalla presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, che in forme personali e istituzionali molto discutibili e singolari mette in discussione una prerogativa del ministero». La prerogativa appunto della nomina dei vertici, «sentita» però la Regione. Specificato che il Centro «difficilmente potrebbe godere del medesimo prestigio senza la partecipazione del ministero», il ministro esorta Bresso a indicare «quale strada intende perseguire nella prosecuzione dei nostri rapporti». Quasi immediata la risposta della presidente, che firma un comunicato con lassessore Oliva. Nessun dubbio sulla legittimità del ministro a proporre la candidatura in questione, «duole tuttavia constatare il degrado da rispetto istituzionale a subalternità politica cui ci si vorrebbe costringere un po sbrigativamente». E ancora: «Se il ministro ritiene irrilevante il parere della Regione, allora il Collegio dei fondatori potrà allo stesso modo - e del tutto legittimamente - non accogliere la proposta del ministro». Non perde occasione la presidente per bacchettare il ministro, che afferma il Centro di restauro essere uniniziativa, da lui confermata, del «precedente» governo: «Tale presenza non risale allultimo governo Prodi, ma al precedente governo Berlusconi, il presidente in scadenza fu nominato dallallora ministro Giuliano Urbani. Siamo molto interessati alla presenza del governo della Repubblica nel Consorzio, se invece ci viene proposta lintrusione di un ex coordinatore di Forza Italia allora francamente la cosa ci interessa molto meno». Dove per ex coordinatore si farebbe riferimento allo stesso Bondi. Dalla Compagnia di San Paolo arriva una netta presa di distanza: «Non abbiamo un parere da esprimere, non partecipiamo al toto nomine né si sono avanzate nostre candidature - dicono dagli uffici di corso Vittorio. - Noi facciamo parte del Collegio dei fondatori, quando Regione e Ministero troveranno un accordo, allora ci potremo esprimere, ma solo in quella sede».