Stanziamento speciale preso dal fondo emergenze Sessanta milioni in più per lo spettacolo dal governo. Questo è quanto promesso dal ministro Bondi dopo la marea di proteste che si è levata da tutti i settori dello spettacolo contro il drastico taglio di circa 200 milioni dal fondo unico 2009 (dai 567 previsti a 378), che si replicherà nel 2010 (da 563 a 400) e nel 2011 (da 511 a 307). E in un comunicato il ministro Bondi ha annunciato che dintesa con Berlusconi e con il ministro Tremonti sarà emanato un decreto della presidenza del Consiglio che assegna 60 milioni in più al fondo per lo spettacolo, «cifra che verrà suddivisa secondo le esigenze del settore». In sostanza, la somma, che non andrà a integrare il fondo unico per lo spettacolo, il Fus, ma sarà uno stanziamento speciale, verrà prelevata dal fondo per le emergenze della presidenza del Consiglio e assegnata direttamente al ministro Bondi che ne deciderà la ripartizione. Soddisfazione naturalmente da parte dello stesso ministro che ringrazia il sottosegretario Letta ma anche maggioranza e opposizione per lappoggio ricevuto, e in Senato ha respinto la richiesta di dimissioni avanzata dal Pd »perché ho tante riforme da realizzare», anche se, ha ricordato, «prima di riformare bisogna salvare il settore dalla bancarotta». Mentre dallopposizione si ricorda che «sono 140 milioni in meno il risultato dellintervento del presidente del Consiglio sulla cultura», come dice Vincenzo Vita del Pd. In merito a questi temi il Festival del Film di Roma (15-23 ottobre), dedicherà uno spazio agli Stati generali del cinema.
ROMA - Bondi: firmato il decreto 60 milioni allo spettacolo
Il governo ha annunciato un aumento del finanziamento per lo spettacolo, passando da 378 milioni a 438 milioni. Il ministro Bondi ha promesso 60 milioni in più, che verranno assegnati direttamente a lui. Il fondo unico per lo spettacolo, il Fus, rimarrà a 378 milioni. Il governo ha anche respinto le richieste di dimissioni del ministro Bondi. Il Festival del Film di Roma ha deciso di dedicare uno spazio agli Stati generali del cinema. Il governo ha anche ridotto il finanziamento per la cultura di 140 milioni.
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