Burlando nel mirino Sanremo. E meno male che ci doveva essere il fantomatico patto Burlando-Scajola a tenere le acque calme. La rivolta del Ponente ligure contro la variante al Piano paesistico della Regione che blocca l'edilizia in buona parte della fascia costiera e collinare si è subito trasformata in una guerra politica, ed è Sanremo a capeggiarla, con in testa il giovane neo-sindaco del Pdl Maurizio Zoccarato. Non a caso: nella città dei fiori il centrodestra ha consumato la sua rivincita, nelle elezioni amministrative dello scorso giugno ha riconquistato il Comune lavando "l'onta" del 2004, quando al governo di Sanremo era approdata per la prima volta una coalizione civica e di centrosinistra, guidata dall'imprenditore Claudio Borea. Gli scandali che avevano traumaticamente chiuso l'epoca della giunta forzista Bottini-Bissolotti aveva favorito quel cambio epocale, ma oggi la cittàè tornata nel suo alveo politico tradizionale. E due domeniche fa l'ex assessore al turismo Antonio Bissolotti, rilanciato dalla definitiva sentenza di assoluzione nel processo per corruzione nato dalle inchieste su Festival e manifestazioni, con la sua associazione "Leonardo da Vinci"? presieduta da Marco Simeon, giovane e già influente manager sanremese inserito in Vaticano e dato come nuovo dirigente alla Rai, alla relazioni istituzionali - ha organizzato una festa sul mare in cui l'ospite d'onore era Sandro Biasotti, che ha così lanciato la sua campagna elettorale per il 2010 come ri-candidato governatore della Regione per il Pdl. Tutti in marcia contro "l'ostile" Genova, dunque, perché come dice Zoccarato (ripetendo le parole del ministro Claudio Scajola) «bisogna stravincere a Sanremo e in provincia di Imperia per riconquistare la Regione». E l'urbanistica e l'edilizia c'entrano, eccome. La provincia di Imperia è la nuova "terra promessa" dello sviluppo diportistico, con il suo carico di approdi ma anche e soprattutto di opere a terra in buona parte a destinazione residenziale, e Sanremo da anni attende di poter mettere mano al riutilizzo edilizio di tutta quella fascia semi-collinare occupata dalla serre dismesse, simbolo della "gloria che fu" della floricoltura. Finora tutto è rimasto bloccato perché il vecchio Piano regolatore del 1980 è scaduto e il progetto preliminare del nuovo Puc (Piano urbanistico comunale) predisposto nel 2003 dall'ex giunta Bottini, non ha superato l'esame di Regione e Provincia (che eppure all'epoca erano di centrodestra), mentre l'amministrazione Borea non è riuscita a mantenere l'impegno a costruire un suo piano. Risultato: l'edilizia si è bloccata, e ora arrivano i nuovi vincoli, che stoppano le costruzioni sul 50 per cento del territorio sanremese. L'assessore all'urbanistica Alessandro Dolzan è furente: «È una iattura, la Regione ci tarpa le ali, la riqualificazione della fascia di territorio occupata dalle serre floricole dismesse era forse l'ultima grande occasione per rilanciare lo sviluppo edilizio-urbanistico con interventi di qualità, ville circondate dal verde. Doveva essere uno dei punti di forza del nostro Puc». Per contro, c'è chi mette sul piatto della bilancia il poco qualificante esempio degli ultimi venti anni: oltre mille, tra villone e immobili meno "nobili", costruiti proprio nella fascia pre-collinare e collinare (per un totale di 600 mila metri cubi) grazie all'ambigua e furbesca formula delle "case agricole". Così l'ex assessore all'urbanistica (con Borea) Andrea Gorlero, oggi consigliere di minoranza del Pd, commenta: «L'attuale rigore delle norme regionali è figlio (e risposta) di quel saccheggio del territorio, imputabile al centrodestra. Mi rendo conto che una politica di solo blocco è negativa, ricordo all'amministrazione sanremese e a tutti quelli che protestano che i Comuni possono proporre delle varianti, da inserire nel Puc. Quanto a Sanremo, vedremo come e quando nascerà il nuovo Piano urbanistico». Ma una critica alla giunta Burlando arriva anche dal consigliere provinciale del Pd Sergio Scibilia: «Il centrodestra ne approfitta per fare un attacco politico a Burlando, ma la Regione ha agito in modo poco democratico, utilizzando modi e sistemi poco consoni a una parte politica che si definisce "riformista e di sinistra": ci troviamo di fronte a uno strumento necessario, adottato con forte ritardo, non partecipato e imposto da chi si trova in questo momento al comando. Speriamo solo che i funzionari della Regione abbiano fatto un buon lavoro e che siano in grado di spiegarlo bene anche agli elettori».
CEMENTO - LIGURIA Edilizia bloccata. Sanremo: una iattura che ci tarpa le ali
La città di Sanremo, in provincia di Imperia, è tornata nel suo alveo politico tradizionale dopo le elezioni amministrative dello scorso giugno, con il centrodestra che ha riconquistato il Comune. Il neo-sindaco Maurizio Zoccarato, del Pdl, ha lanciato la campagna elettorale per il 2010 come ri-candidato governatore della Regione per il Pdl. La provincia di Imperia è la nuova "terra promessa" dello sviluppo diportistico, con il suo carico di approdi e opere a terra in buona parte a destinazione residenziale.
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