Marcenaro e Gasco accusano: la Regione pensa al 2010. Sulla legge autostrade ambientalisti stranamente morbidi savona. Da urbanistico lo scontro sulla variante al Piano Paesistico regionale si sposta sul piano politico. Gli amministratori dei Comuni costieri savonesi, più tiepidamente (amministrazioni di centrosinistra) o con toni più polemici (amministrazioni di centrodestra) contestano al governo regionale di non averli consultati. Per i secondi quella della Regione è una mossa politica che apre la campagna elettorale delle amministrative 2010 e che si vorrebbe nascondere dietro alla parvenza di un atto tecnico. Di più: i consiglieri Marcenaro e Gasco accusano la maggioranza regionale di "baratto" con i Verdi sulla legge per le autostrade. «È così - sbotta il sindaco di Alassio Marco Melgrati (PdL) - è una cosa vergognosa fatta senza consultare i Comuni che conoscono il territorio. L'assessore Ruggeri ha fatto il sindaco di Savona, male ma l'ha fatto, e queste cose dovrebbe saperle. Un testo studiato e preparato da tecnici? Per favore. Li conosciamo i tecnici della Regione. Sono tecnici ostaggi della politica, con tanto di tessere di partito. Posso dire nomi, cognomi e numero di tessera. Questo piano è chiaramente una mossa politica per guadagnare una certa verginità con la sinistra radicale e i Verdi in vista delle prossime Regionali. Ma il centronistra perderà comunque. Presenteremo ricorso, non so ancora se singolarmente o collettivamente». Alcuni amministratori si propongono di entrare nel merito dopo un'esame approfondito del testo approvato dalla Regione. Ma sul metodo non hanno dubbi. «Non ho ancora avuto modo di studiarlo - dice il sindaco di Finale Flaminio Richeri (PdL) - quindi non posso entrare nel merito. Ma sul metodo c'è molto da dire. È stato scelto il metodo impositivo e non collaborativo con le amministrazione scelte dagli elettori. Sicuramente presenteremo ricorso». Più moderati gli amministratori del centrosinistra. «Non parlo solo come consigliere comunale - dice Tullio Ghiglione consigliere di maggioranza nella giunta Tabbò di Albenga - ma anche come architetto. Sono in sintonia con Ruggeri e le polemiche che ho letto sui giornali mi hanno sconcertato. Stiamo parlando di un atto tecnico non politico che si vuole strumentalizzare. I Comuni potranno fare le proprie osservazioni; se c'è uno strumento a tutela del territorio ben venga». «Non entro nel merito, come ogni amministrazione valuterò i contenuti in questi giorni - dice il sindaco di Savona Federico Berruti - ma le reazioni sono state troppo sopra le righe. Da Palazzo Nervi ho ricevuto un fax irrituale nel quale venivo invitato a intervenire contro la Regione. Se questo è il primo atto della nuova amministrazione provinciale non mi sembra la strada giusta». Il sindaco di Albissola Marina Nicolò Vicenzi (centrosinistra) preferisce approfondire la conoscenza del testo prima di esprimersi mentre l'assessore all'Urbanistica di Celle Remo Zunino (Pd) esprime i propri dubbi. «Aspetto di fare delle verifiche sulla variante al Piano - dice - ma forse era meglio che la Regione facesse una consultazione su gruppi di Comuni ; il confronto non deve spaventare. C'è poi la questione del Puc, approvato da poco e del Piano casa sull'ampiamento volumetrico del 20. Come si conciliano con il Piano regionale?» I consiglieri regionali di minoranza Matteo Marcenaro (Pdl) e Roberta Gasco (Udeur) considerano la variante al Piano paesistico e la "legge sulle autostrade" un "baratto" politico per tenere unite le sue diverse "anime", in particolare i Verdi. «Il varo della normativa sulle infrastrutture regionali - dichiarano - è singolarmente avvenuta proprio in concomitanza dell'approvazione alla variante del Ptcp che ha introdotto forti vincoli su molte aree della nostra Regione e della provincia di Savona in particolare. A chi si chiede le ragioni per cui i Verdi, dopo giudizi negativi sulla legge delle autostrade, ne abbiano agevolato l'approvazione rimanendo in aula e garantendo il numero legale, i nuovi vincoli del Ptcp ne costituiscono la risposta».