Il vicecommissario della Protezione civile ha evidenziato le poche adozioni straniere Beni culturali. Il sottosegretario Giro ha sottolineato le necessità finaziarie La costosa operazione di ricostruzione dei beni culturali gravemente danneggiati dal terremoto prevede interventi su ben duemila tra monumenti, palazzi, chiese e piazze: questi sono stati individuati nella zona del terremoto, soprattutto all'Aquila, dal Ministero dei beni Culturali. Il punto della situazione è stato fatto dal sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Maria Giro. «Per i Beni Culturali - ha sottolineato Giro - abbiamo individuato circa duemila strutture, le abbiamo censite, fatto operazioni di cerchiaggio, di isolamento e di messa in sicurezza , soprattutto dei monumenti più importanti». Il sottosegretario ha annunciato che nella giornata di oggi verrà appoggiata sulla Cupola delle Anime Sante un vero e proprio cappello in materiale ultraleggero per coprire l'intera cupola che è già sostenuta da una struttura in metallo. «Stiamo applicando le tecnologiè più moderne - ha proseguito Giro - all'avanguardia nel mondo. È un'operazione molto costosa che richiederà ulteriori fondi, l'impegno del governo è quello di individuare altri fondi nazionali, rimodulando le risorse, ma anche quello di recuperare risorse dall'estero». E proprio in qiuesto contesto il vicecommissario della Protezione Civile per i Beni Culturali Luciano Marchetti, ha sottolineato che è stato «chiesto aiuto agli amici, qualcuno ce l'ha dato, qualcuno ne ha parlato, ma sono ancora pochi i paesi stranieri che hanno adottato monumenti. Trattative con altri Stati sono ancora aperte - ha spiegato Marchetti - per il resto ci deve pensare quindi lo Stato a far fronte agli interventi che non saranno fatti dai Paesi stranieri».