Eravamo stati facili profeti: l'asta per l'ecomostro del Villaggio Paese di Vigneria è nuovamente fallita». Parola di Lgambiente, per niente stupita che i sei ettari di Vigneria messi all'asta dal demanio non siano stati acquistati da nessun privato, nonostante la base d'asta più bassa (dagli 11milioni della prima gara agli 8,8 della seconda) ed un piano attuativo che consente il recupero di oltre 45mila metri cubi di volumi per attività turistico-ricettive. «Nessuno vuole accollarsi a caro prezzo - continua l'associazione - un progetto che dovrà superare le forche caudine delle valutazioni ambientali e che insiste su un promontorio in dissesto idrogeologico. Quello che il Sindaco di centro-destra Bosi (e prima di lui il centro-sinistra) assicurava sarebbe stato un grande affare si sta rivelando, asta dopo asta, una vendita al peggior offerente di un pezzo di territorio elbano: nessuno partecipa alle aste per il cosiddetto Villaggio Paese i 47.500 metri cubi di cemento, per circa mille posti letto. La gigantesca speculazione edilizia messa in vendita dal Demanio dello Stato è chiaramente un oggetto turistico superato anche per chi è specializzato in speculazioni edilizie». In proposito Legambiente ha anche redatto un dossier nazionale sul progetto definito «un ecomostro di Stato con lo sconto», un affare non invitante «perché ripropone un modello di turismo chiuso, autosufficiente e separato da un paese di circa 2mila abitanti, Rio Marina».