Oggi ospita il museo delle arti e dei mestieri di un tempo che conserva gli attrezzi usati dalla popolazione più umile Gli oggetti esposti sono stati donati dagli abitanti del paese, che hanno voluto conservare le tradizioni contadine in un luogo della memoria Un curioso destino segna le vicende del castello di Cisterna dAsti. Sono oggi in mostra, nel Museo arti e mestieri di un tempo, allinterno dellex fortezza, quegli attrezzi e strumenti utilizzati dalla popolazione più umile, dominata per secoli e guardata con indifferenza dai feudatari e signori del posto. Una piccola vendetta della storia dunque, perché dal 1980 quegli spazi un tempo abitati e vissuti da cavalieri e dame mostrano oltre tremila tra oggetti, macchine e attrezzature legate al lavoro di contadini e artigiani, raccolti con pazienza da un ristretto numeri di volontari e amatori. Sono così raccontate altre storie, legate a un mondo fatto di povertà e di ingegno, un contraltare allesistenza dei potenti. Vale dunque una visita il castello, che domina sulle colline dellAstigiano, quasi al confine con la provincia di Cuneo, e vanta un imponente sistema di cinte murarie. La stessa denominazione del paese deriverebbe da una cisterna posta nel salone centrale del castello, cui si accede attraverso un arco nel quale ancora si intravedono le vestigia dello stemma dei Savoia. Nelle parti più antiche il maniero, sovrastato da una medioevale torre quadrata, risale al XII secolo, la versione attuale è invece prevalentemente seicentesca e reca limpronta della famiglia aristocratica dei Dal Pozzo della Cisterna (proprietari anche del palazzo torinese di via Maria Vittoria che porta il loro nome, sede della Provincia) che da fortezza lo trasformarono in residenza di campagna. Nel 1670 e nel 1673 Giacomo Dal Pozzo ottiene dal papa lelevazione di Cisterna a principato e il diritto di coniare moneta. Ledificio è allora ampliato con la costruzione di uno scalone e di un loggiato. Al primo piano nobile si colloca lappartamento dei signori, dai soffitti tuttora dotati di stucchi, mentre la servitù è alloggiata, come spesso si usava, nel sottotetto. Altri lavori sono completati alla fine del XVII secolo, che portano a ulteriori ampliamenti verso nord ovest e alla sistemazione del piano terra, dove viene collocata al zecca. Dopo il 1687 si interviene ancora nel giardino, recintato con bastioni in muratura. Ancora nel 1791 il «salone della cisterna» è coperto con la creazione di una falsa volta in centine di legno. Acquisito il suo carattere definitivo, il castello perde però gradualmente dimportanza, già a partire dal XVIII secolo. Cessa la coniatura delle monete e la famiglia Dal Pozzo della Cisterna, che annovera tra i suoi discendenti raffinati collezionisti e mecenati, risiede sempre più a Torino o nellaltra residenza di campagna di Reano. Nel febbraio 1887 un terremoto provoca poi la caduta di alcune volte e danni strutturali nelle murature. Si arriva in anni più recenti al vincolo storico artistico da parte del ministero per i Beni culturali e, tra la fine degli anni Settanta e linizio degli Ottanta del secolo scorso, a lavori di consolidamento e sistemazione tra laltro dei locali destinati allampliamento del museo. Museo in cui il visitatore può compiere un viaggio a ritroso attraverso venti sale tematiche, in cui accanto alla ricostruzione delle botteghe del ciabattino, del sellaio, del falegname, del sarto si trovano i laboratori della maglierista, del tessitore e del materassaio, del carradore e dellorganaro o ancora sono esposti i ferri del mestiere dellarrotino e gli strumenti del bottaio. Alcuni oggetti esposti sono stati donati dagli abitanti di Cisterna, liniziativa di raccogliere queste antiche testimonianze legate alle tradizioni contadine si deve infatti a un ristretto numero di abitanti, che hanno svolto ricerche anche nel circondario pensando allallestimento di un sommario museo della memoria. Grazie ai contributi della Regione, questo si è poi ampliato. Al piano terreno sono ospitati la cantina, la sala dei cereali e gli attrezzi agricoli più ingombranti, mentre le sezioni espositive si sono estese al piano nobile e al sottotetto del castello. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 15 alle 19, chiuso il lunedì, per visite fuori orario tel. 0141979118. Piazza Maggiore Hope 1, Cisterna dAsti. Da Torino A21 fino al casello Asti Ovest, deviazione verso San Damiano quindi per Cisterna. museo.arti.mestierilibero.it, www.museoartiemestieri.it
TORINO - Un curioso destino per il maniero che domina Cisterna dAsti
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Il Museo delle arti e dei mestieri di un tempo di Cisterna d'Asti conserva gli attrezzi usati dalla popolazione più umile. Gli oggetti esposti sono stati donati dagli abitanti del paese, che hanno voluto conservare le tradizioni contadine in un luogo della memoria. Il castello di Cisterna d'Asti, che domina sulle colline dell'Astigiano, è stato trasformato in museo nel 1980. Il museo ospita oltre tremila oggetti, macchine e attrezzature legate al lavoro di contadini e artigiani. Il castello risale al XII secolo e ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli, tra cui l'aggiunta di uno scalone e di un loggiato nel XVII secolo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo