CAPRI. E' guerra a Capri sull'utilizzo quale ristorante all'aperto dell'antica Certosa di San Giacomo. A dare battaglia in prima fila sono ancora una volta i commercianti isolani, che ieri mattina hanno indirizzato la loro protesta al soprintendente per il polo museale napoletano Nicola Spinosa, al sindaco di Capri Costantino Federico ed agli uffici dell'Asl Napoli 5. Al centro delle polemiche che riaccendono i fari sul trecentesco complesso monumentale, le cui sorti sono in discussione da diversi anni, c'è la cena di gala per circa milleduecento persone che è stata organizzata nel chiostro grande in occasione del campionato mondiale «Rolex Ims world 2004». Il presidente dell'ascom Beppe Massa, da circa un anno, sta portando avanti a nome dei suoi associati, e tra questi numerosi ristoratori e titolari di pubblici esercizi, una strenua lotta contro l'utilizzo che viene fatto della Certosa e dei suoi spazi all'aperto. Spazi che secondo Massa, sono inadeguati per accogliere manifestazioni di questo tipo, in quanto «non hanno nemmeno le strutture idonee ad assicurare il percorso igienico-alimentare dei prodotti, che vengono invece manipolati e serviti in piena difformità delle norme igieniche». «E addirittura - dice l'Ascom, - l'Asl territoriale, più volte sollecitata ad intervenire sullo specifico argomento, non si è mai degnata di dare una qualsiasi risposta ed assumersi precise responsabilità in materia di norme igienico-sanitarie». La battaglia, che è iniziata lo scorso anno e che questo inverno è arrivata sin nei palazzi ministeriali e nelle sovrintendenze, ha portato il ministro Giuliano Urbani ad interessarsi del caso, tanto che attraverso i suoi uffici dichiarò la sua disponibilità ad accogliere le segnalazioni della categoria e a risolvere tutte le problematiche che ruotano intorno all'importante complesso monumentale. Un interessamento da parte del ministro in merito sia alla tutela e alla conservazione del monumento, che alla sua definitiva gestione. «Nonostante ciò - dice Massa - ancora una volta siamo costretti a richiamare l'attenzione e la sensibilità degli enti preposti sull'ennesimo oltraggio che viene compiuto verso il trecentesco complesso monumentale, dove addirittura viene autorizzata una cena di gala a conclusione di una manifestazione che non ha nulla di culturale, né tantomeno alcun legame con attività congressuali o convegnistiche». L'uso della Certosa di San Giacomo, come spesso viene richiamato nella fitta corrispondenza tra ministero, Comune e sovrintendenze, dovrebbe essere destinato esclusivamente ad attività e manifestazioni di alto valore artistico e culturale. E tra queste i concerti, le mostre d'arte ed ogni altra iniziativa che si confà all'importanza storica nella vita isolana del complesso monumentale