ROMA La Biennale di Venezia sbarca nel Mezzogiorno. Per la prima volta nella sua storia le principali mostre prodotte dalla Biennale saranno esposte anche fuori dai luoghi tradizionali e in particolare in sette regioni del Sud d'Italia. Tra il 29 maggio e il 30 novembre Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia ospiteranno dieci esposizioni d'arte visiva provenienti dalla 50esima edizione della mostra in altrettante città. L'iniziativa «Sensi contemporanei» concepita solo un anno fa dalla stessa Biennale guidata da Davide Croff è stata realizzata grazie al Dipartimento per lo sviluppo del ministero dell'Economia, al ministero per i Beni culturali e alle Regioni interessate dall'iniziativa. «Questo progetto abbiamo potuto realizzarlo perché è stato introdotto uno strumento innovativo e flessibile come il Fondo unico per lo sviluppo», ha sottolineato il viceministro dell'Economia, Gianfranco Miccichè, che ha ricordato anche il sostegno degli sponsor (Anas e Sony). Il finanziamento ammonta complessivamente a 5 milioni di euro che verranno utilizzati per il 50 per la ristrutturazione dei siti che ospiteranno le mostre. «È una strada da sviluppare ha commentato il ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani e proseguire. Dobbiamo insistere in questa direzione». Le 10 mostre di 153 artisti con 230 opere esposte sono state ripensate e riadattate ai luoghi in cui saranno inserite. «È una rilettura ha detto Davide Croff dell'Esposizione internazionale d'arte della Biennale. Le mostre sono state ripensate per inserirle in luoghi diversi. È un punto di partenza e non di arrivo. Due ministeri e una fondazione hanno messo insieme l'energia per arrivare a una cosa di altissimo profilo».
La Biennale di Venezia debutta nel Mezzogiorno
La Biennale di Venezia sbarca nel Mezzogiorno con 10 mostre d'arte visiva in 7 regioni del Sud d'Italia. Questo è il primo caso nella storia della Biennale. Le mostre saranno esposte in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia. Il progetto è stato realizzato grazie al Dipartimento per lo sviluppo del ministero dell'Economia, al ministero per i Beni culturali e alle Regioni interessate. Il finanziamento ammonta a 5 milioni di euro, che verranno utilizzati per la ristrutturazione dei siti. Le mostre sono state ripensate e riadattate ai luoghi in cui saranno inserite.
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