Regione: edilizia stop insorgono i sindaci Savona. È uno scontro urbanistico ma anche politico, tra istituzioni (Provincia e Comuni vs Regione) ma anche tra persone (Vaccarezza vs Ruggeri). In discussione c'è il cemento, la costa ligure e l'esigenza di trovare una via di mezzo tra la salvaguardia e la valorizzazione. La Regione, martedì mattina, con una delibera di giunta votata all'unanimità e presentata dall'assessore all'urbanistica Ruggeri, ha approvato una variante al Piano paesistico che di fatto blocca ogni nuova possibile edificazione in una serie di zone costiere considerate «da preservare». Si tratta per lo più di parchi e aree verdi sparse qua e la ma anche capi marittimi (capo Noli, capo Mele, ecc.) e zone collinari inserite in diciannove Comuni complessivi: Alassio, Albenga, Albisola Superiore, Andora, Bergeggi, Borghetto, Borgio Verezzi, Celle Ligure, Ceriale, Finale Ligure, Laigueglia, Loano, Noli, Pietra Ligure, Varazze ma anche Balestrino, Giustenice, Quiliano e Toirano (mentre Spotorno, Vado Ligure, Savona, Albissola Marina saranno interessati solo per quanto riguarda le indicazioni relative al tracciato storico dell'Aurelia, anche questo vincolato, così come il futuro tracciato ferroviario tra Finale e S. Bartolomeo, quando la ferrovia si sposterà a monte). Immediata la rivolta dei sindaci (di centrodestra ma anche centrosinistra, vedi Celle e Pietra), capeggiati dal presidente della Provincia Angelo Vaccarezza. «La Regione ci ha scippato l'autonomia di pianificazione sul territorio - hanno tuonato da palazzo Nervi - è stato un blitz, ed è una variante che paralizza il territorio e la crescita». ------------ Bufera politica del Pdl dopo la variante che ferma le costruzioni imperia. Per la Regione si tratta di un provvedimento adottato «per contrastare la spinta a edificare e tutelare la fascia costiera (ma non solo, ndr»), per la Provincia di Imperia - e per i sindaci dei 23 comuni coinvolti- è «un blitz politico estivo, un duro colpo all'attività edilizia e turistica, che congelerà per mesi le richieste e le autorizzazioni per costruire o ristrutturare». E' una vera e propria bufera politica, quella che si è abbattuta ieri sul ponente ligure. A scatenare la sollevazione della Provincia e dei sindaci dei 23 comuni rivieraschi la decisione della Regione di porre limiti alle costruzioni, nell'ottica di salvaguardare il territorio da una pressione edificatoria che negli ultimi anni sarebbe in crescita. Una variante che, senza stravolgere il piano, mirerebbe a rafforzare il regime di tutela per quelle zone, capi e promontori costieri ma anche crinali e versanti dell'entroterra, di maggior pregio. La "stretta" di Burlando e compagni, però, è andata assolutamente di traverso al presidente della Provincia, Gianni Giuliano, e ai sindaci dei comuni di Bordighera, Camporosso, Castellaro, Ceriana, Cervo, Cipressa, Civezza, Costarainera, Diano Castello, Diano Marina, Imperia, Ospedaletti, Pompeiana, Riva Ligure, San Bartolomeo, San Biagio della Cima, San Lorenzo, Santo Stefano, Sanremo, Taggia, Terzorio, Vallecrosia e Ventimiglia. Giuliano, insieme agli assessori provinciali Veziano, Porro, Raineri, Falciola, e - tra gli altri - i primi cittadini di Imperia (Paolo Strescino), Sanremo (Maurizio Zoccarato), Bordighera (Giovanni Bosio), hanno manifestato tutto il loro dissenso contro la delibera regionale.