L'arte contemporanea come volano di crescita culturale ed economica per il Sud. E' questa la scommessa della Biennale di Venezia presieduta da Davide Croff, in particolare della cinquantesima Esposizione d'arte curata l'anno scorso da Francesco Bonami. Tra il 29 maggio e il 30 novembre l'istituzione veneziana sì «decentrerà» con l'iniziativa «Sensi contemporanei» in sette regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia) non solo per proporre pezzi della rassegna ma anche per inaugurare un piano di interventi dì riqualificazione di sedi espositive e per attivare una serie di attività di formazione culturale curate da esperti della Biennale, inclusi molti seminali, rivolti agli operatori del settore. Il progetto vede come partner la Biennale, il ministero dell'Economia, il ministero per i Beni e le attività culturali e le sette regioni. Qualche cifra: dieci le città interessate (L'Aquila, Potenza e Muterà, Reggio Calabria, Campobasso, Bari e Lecce, Napoli, Palermo e Bagherìa), 153 artisti in mostra, 230 opere esposte, 163 ore di formazione specialistica per 200 esperti e curatori di arte contemporanea del Sud, 154 ore di corsi divulgativi e conferenze per 1850 giovani artisti, studenti, operatori. Il tutto finanziato da 5 milioni di euro stanziati dal Cipe. Commenta il ministro Giuliano Urbani: «L'iniziativa incarna la mia idea di Biennale che non si ferma a Venezia ma guarda a tutto il territorio nazionale e in particolare al Sud». Davide Croff: «Riaffermiamo così la nostra funzione di ampia diffusione del sapere, della conoscenza, delle tendenze culturali».