Tutto da rifare per il controverso piano che avrebbe fatto anche traslocare il monumento ai Caduti Archiviata l'idea originale il sindaco boccia la prima controproposta dell'architetto Cenna Per la sistemazione di piazza Silvio Venturi si riparte. Carlo Tessari aveva detto in campagna elettorale che avrebbe rivisto ampiamente il progetto di intervento sulla piazza del paese; eletto sindaco, non ha perso tempo «Ho convocato il progettista, l'architetto Luciano Cenna dello studio Arteco», dice il neosindaco, «e ho chiesto una variante. Due le richieste che ho fatto: individuare la soluzione per l'abbattimento delle barriere architettoniche che salvaguardi anche la posizione del monumento ai Caduti e una nuova pavimentazione per la piazza. La prima ipotesi proposta l'abbiamo rigettata. La seconda arriverà a giorni». Tessari abbandona così il controverso progetto sposato invece dal suo predecessore Antonio Carletto: addio allo spostamento del monumento, alla sistemazione di piazzetta Martiri (dove lo stesso monumento sarebbe stato trasferito), addio anche all'annunciata fontana. Ci si limiterà, invece, «allo stretto necessario. Anche perché», dice il sindaco, «gli 830mila euro preventivati come spesa per la realizzazione di quel progetto, sentendo l'ufficio tecnico del Comune, non sarebbero stati assolutamente sufficienti. Al di là di questo, e del fatto che parte di quell'accantonamento è stato successivamente dirottato sul completamento della pista ciclabile, pur ritenendo altre le priorità del paese, non posso permettermi di abbandonare un'opera già in itinere. Di rivederla, liberando oltretutto risorse per altro, questo sì». La prima alternativa progettuale presentata dallo studio Arteco è stata scartata da Tessari «per l'eccessivo ingombro della salita della rampa per i disabili, praticamente identica a quella del precedente progetto e prevista ancora a ridosso il parapetto della scalinata della chiesa. Il no è giustificato anche dal fatto che i progettisti avevano previsto lo spostamento del monumento verso via Dante». La rampa prevista in quel luogo avrebbe comportato che la gradinata del Comune arrivasse fin quasi al limite del basamento del monumento, fatto che secondo Carletto giustificava il trasloco del monumento. Stavolta hanno detto la loro anche i componenti del comitato che venne costituito nell'aprile 2008 per chiedere un referendum contro il progetto di allora, aspramente contestato nella sostanza e nei costi. Iniziò così la contrapposizione, andata avanti fino alle elezioni, tra il comitato guidato da Maristella Pontalto e l'amministrazione Carletto. Il referendum non è stato fatto, né si è saputo nel frattempo quale sia il parere della Soprintendenza e nemmeno se il caso sia arrivato alla Commissione nazionale beni culturali. Nemmeno l'interrogazione presentata lo scorso novembre al ministro Bondi dal deputato leghista Matteo Bragantini è servita a raccogliere notizie in merito. Dice il sindaco: «Ho chiesto al comitato cosa pensasse dell'alternativa al progetto iniziale, e così farò anche con la seconda proposta che ho richiesto. Presenterò alla cittadinanza solo l'idea che ci convincerà, per poi discuterla», annuncia Tessari. «I lavori, che non dimentichiamo comprendono anche il rifacimento di tutti i sottoservizi della piazza, dovranno essere eseguiti a ridosso di quelli per la sistemazione della facciata del Palazzo Vescovile previsti dall'amministrazione precedente». Impossibile, quindi, non modificare i parcheggi. «I posti auto rimarranno», garantisce però il sindaco, «e grazie a un accordo con i proprietari rimarranno anche i posti auto all'angolo del Palazzo Poli-Pace. Non realizzeremo, però, il previsto parcheggio dietro l'ufficio postale: oltre 200mila euro di spesa per una quarantina di posti auto francamente sono un'esagerazione».