Se il turismo in Italia vale il 10 del Pil e l'obiettivo è di arrivare al 20, non si può certo negare che il 2009 segni una battuta d'arresto per un settore che, sulla carta, dovrebbe essere trainante, basti considerare che Federturismo ha stimato una flessione dell'8 per gli arrivi di stranieri e del 3,5 per gli italiani. Un bilancio che sollecita una revisione e un intervento a partire dai banchi di scuola, dove invece sempre più numerosi crescono i corsi di laurea e i master che preparano a come soddisfare la richiesta di prodotti e servizi per il benessere ed il tempo libero, oltre che per segmenti di business, quali tour operator, alberghi a conduzione familiare e catene alberghiere, agenzie di viaggio, aziende di promozione turistica, compagnie crocieristiche e linee aeree. In testa l'e-turism, ovvero tutto quel che riguarda l'organizzazione del settore attraverso il web. Basta digitare la parola turismo nella pagina online cerca università del Miur (ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca) per contare ben 57 corsi di laurea nel settore, presenti in 35 università italiane, di cui 38 (in 30 università) sono di primo livello: le cosiddette lauree triennali; 19 (in 16 atenei) di secondo livello, ovvero le lauree magistrali. É quindi prevedibile un rapido aumento del livello di specializzazione e formazione dei lavoratori, nonostante quel che evidenziano i dati pubblicati nell'Annuario del turismo e della cultura 2009 del Touring club: ancora nel 2007 (dati Eurostat), tra gli occupati nel settore alberghiero e ristorazione della Ue a 27, solo il 4,9 degli italiani aveva un titolo di studio universitario, rispetto al 20 dei ciprioti, al 13 dei francesi, al 15,9 degli spagnoli, al 23,2 degli irlandesi e al 14,1 degli inglesi. Se, infatti, il mercato è destinato a crescere: l'Omt (Organizzazione mondiale del turismo) prevede che, superata la crisi, dal traffico internazionale del 2008, registrato in 8oo milioni di arrivi, si passerà a 1,5 miliardi nel 2020, il settore avrà bisogno di nuove risorse per soddisfare la domanda, Una delle prime ad avere iniziato questo percorso formativo è l'università di Bologna sede di Rimini, che da anni vanta un corso di laurea triennale in Economia del turismo (ex diploma universitario, poi laurea quadriennale) con doppio indirizzo: mercati turistici e impresa turistica, oltre al neonato corso di laurea specialistica in Economia e management del turismo. «Per anni il settore è stato a bassa qualifica professionale, ma oggi le imprese che fanno parte di catene alberghiere internazionali richiedono alta formazione - dice Paolo Figini, responsabile della laurea magistrale - il 45 degli alunni vengono da fuori regione, nonostante la scarsa mobilità degli studenti italiani: gestione delle destinazioni, politiche di pricing, e-management sono le principali tematiche di formazione necessarie per rispondere alla nuove esigenze del mercato . Storico è anche il corso in Economia e gestione dei servizi turistici dell'università Cà Foscari di Venezia, nato nel 1989 come Scuola di economia del turismo e diventato, attraverso le varie riforme, un corso di laurea triennale. «Dopo i tre anni, il 60 dei laureati lavora subito nel settore, il 40 prosegue con una laurea magistrale o un master», racconta Michele Tamma, responsabile del master organizzato ormai da 17 anni dalla stessa università e dal Ciset (Centro internazionale di studi e ricerche sull'economia turistica). Specializzato solo in turismo è il Campus Lucca. Nato nel 2003 da una convenzione tra le università di Pisa, Pavia, della Svizzera italiana di Lugano, provincia di Lucca e la Fondazione Campus studi del Mediterraneo di Lucca, offre un corso triennale in Scienze del turismo e uno magistrale: Progettazione e gestione dei sistemi turistici mediterranei. «il trend delle iscrizioni è cresciuto fino a raggiungere in sei anni un incremento del 100 per cento. Per l'anno accademico 2009 2010 prevediamo un aumento del 25 sul corso di laurea triennale e del 15 sulla specialistica», commenta Alessandro Capocchi, direttore scientifico della Fondazione Campus. Ampia offerta formativa anche dell'università Bicocca di Milano, che conta due corsi di laurea nella facoltà di Economia e altre due nella facoltà di Sociologia: «In questi anni abbiamo avuto un boom di iscrizioni e abbiamo messo il numero programmato per garantire alta qualità della formazione. Dal 2001 le classi 32 danno dignità di laurea al turismo e aiutano a colmare la forte carenza di laureati che in Italia lavorano nel settore», racconta Ezio Marra, responsabile per la facoltà di Sociologia, che spiega come il 70 dei laureati del 2006 abbia trovato lavoro entro 15 mesi dalla fine degli studi. Da segnalare inoltre la forte presenza di donne (85 nel 2009). Da settembre il corso di laurea in Scienze del turismo dell'università di Palermo avrà due indirizzi: uno economico che si svolgerà in città e uno urbanistico-territoriale a Cefal : «Nato dall'esigenza di non fossilizzare gli studenti nel solo aspetto economico e di guida turistica, ma prepararli anche sulla gestione di eventi culturali - spiega Antonio Velez, direttore del corso di Cefal - perché soprattutto in Sicilia, il turismo rimane uno dei pochi settori che possa dare sviluppo ed evitare che i giovani vadano via».
Turismo alla ricerca di specialisti
Il turismo in Italia è un settore trainante per l'economia, ma nel 2009 ha registrato una flessione dell'8 per gli arrivi di stranieri e del 3,5 per gli italiani. Per rispondere alle nuove esigenze del mercato, le università italiane stanno aumentando la formazione specializzata nel settore. Secondo i dati dell'Annuario del turismo e della cultura 2009, solo il 4,9 degli italiani aveva un titolo di studio universitario nel 2007, rispetto al 20 dei ciprioti, al 13 dei francesi, al 15,9 degli spagnoli, al 23,2 degli irlandesi e al 14,1 degli inglesi.
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