Dal primo agosto nessun diligente fra tutti quelli che dal settembre scorso hanno avuto in mano le sorti dell'archeologia, dell'arte e dell'architettura italiana potrebbe restare al pr prio posto. Si completa così, conl'azzeramento generale diincarichie mansioni, la riforma del dicastero di via del Collegio Romano. Si inizia subito con i direttori generali cli settore, che dovrebbero essere individuati immediatamente; quindi tocca ai direttori regionali e, infine, sarà li turno di soprintendenze, biblioteche e Archivi di Stato. L'intera operazione si dovrà concludere entro il tredici di agosto, se i tempi verranno rispettati. L'effetto del «Decreto ministeriale di riarticolazione degli uffici dirigenziali», dunque, la Campania potrebbe vedere sia il cambio del direttore regionale, Pio Baldi, sia quello dei soprintendenti e dei direttori di archivi e biblioteche. Inoltre, i Beni Culturali regionali perdono due Soprintendenze e l'Archivio di Stato di Caserta (Felicita De Negri), passando dai dodici uffici di un anno fa ai nove previsti ora. Se si esclude la soprintendenzaarcheologicadiPompei, accorpata a quella Napoli l'armo scorso - è diventata Soprintendenza Speciale di Napoli e Pompei - la nuova soppressione riguarda quella di Caserta e Benevento. Nata dallo smembramento dei beni archeologici di Caserta e Benevento, rispettivamente da Napoli e Salerno, viene riammessa diventando «Soprintendenza archeologica di Salerno, Avellino, Caserta e Benevento». Infine, scompare anche la Soprintendenza per i Beni storici, artistici per le province di Napoli, Benevento e Caserta. Tutto questo significa anche un movimento di soprintendenti. Innanzitutto, va considerato che tre di essi entro la fine di agosto lasciano per raggiunti limiti di servizio e di età Si tratta di Pietro Giovanni Guzzo, soprintendente archeologo di Napoli Pompei, di Nicola Spinosa, responsabile della Soprintendenza speciale per il patrimonio storico artistico e per ll Polo museale della città di Napoli, e di Salvatore Abita, soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Napoli (con esclusione della città), Caserta, Benevento, Salerno e Avellino. Resterebbero al loro posto, se non spostati di ufficio o per richiesta, Stefano Gizzi (Beni architettonici e paesaggistici per Napoli e provincia), Maria Luisa Nava (Soprintendenza archeologica di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta), Giuseppe Zampino (Beni architettonici e paesaggistici di Salemo e Avellino), Mauro Giancaspro (Biblioteca nazionale di Napoli), Maria Luisa Storchi (Archivistica per la Campania), Archivi di Stato: Maria Rosaria de Divitiis (Napoli) e lmma Ascione (Salerno). Senza ufficio è Mario Pagano, soprintendente archeologo di Caserta e Benevento (accorpata), sospeso dall'incarico dal direttore regionale Pio Baldi, identica situazione di Enrico Guglielmo (Beni architettonici e paesaggistici per le province di Salerno e Avellino), agli arresti domiciliari per una vicenda di presunte gare truccate e tangenti. Ovviamente, la riforma e la diminuzione delle soprintendenze campane sono state mal digerite da Cisl, Uil e Cgil - Beni culturali, che hanno aspramente criticato i vertici del ministero. «In tali scelte - accusa di fatti Giarifranco Cerasoli,segretario generale UilBac - che penalizzano Napoli e Caserta non è ravvisabile alcuna motivazione né da parte del Ministro né da parte del suo Gabinetto che ha gestito tutta la partita».