Caro direttore, l'architetto Buonfantino ha espresso su questo giornale la sua «verità» sul naufragio del trasferimento dei magazzini La Rinascente in via Depretis. È necessario qualche chiarimento in merito a quanto pubblicato. Nel settembre 2006 ho ricevuto dalla società La Rinascente l'incarico di formare e coordinare un gruppo di professionisti per la conversione di un edificio in via Depretis in nuova sede del gruppo. In forza del mandato ricevuto ho costituito una associazione temporanea d'impresa con lo studio Gnosis di cui Buonfantino è socio. In seguito l'Ati ha incaricato direttamente strutturisti e impiantisti di chiara fama. Sin dall'inizio si è attivata una fitta sequenza di incontri tecnici con il dipartimento pianificazione urbanistica del Comune in quanto non sussistevano da subito tutti i presupposti normativi per autorizzare la ristrutturazione edilizia. Già dai primi incontri, i funzionari del dipartimento urbanistica si sono resi disponibili a studiare con noi la possibilità di operare in deroga al Piano regolatore in nome della dichiarata pubblica utilità dell'opera sia in termini occupazionali che di riqualificazione del quartiere.Dopo la redazione del progetto definitivo, con il patrocinio dell'assessorato alle Attività produttive della Regione Campania è stato dato il via alle conferenze dei servizi propedeutiche all'ottenimento dell'accordo di programma. Nel gennaio 2007 La Rinascente delegava il sottoscritto a rappresentarli nelle sedi pubbliche. Nelle conferenze di servizi, il dipartimento di urbanistica, rappresentato dal suo direttore architetto Roberto Giannì, è stato per me e per La Rinascente, che avevo l'onore di rappresentare, un efficace e costruttivo interlocutore nella ricerca di una soluzione che, in coerenza alle regole e agli strumenti normativi di carattere generale, conferisse gli indispensabili requisiti al nuovo uso dell'immobile. Pertanto, quanto affermato con veemenza nel citato articolo dal mio ex associato non può che trovarmi in pieno disaccordo trattandosi di affermazioni tanto inesatte che ho ritenuto andassero precisate. La lettura dei successivi interventi, fra gli altri in particolare quello del professor Moccia, ex assessore provinciale alla Pianificazione territoriale, mi impone di esprimere un commento più generale sulla formazione dei progetti urbani, essendo stato evocato il rimpianto di «tempi eroici» dell'architettura. Mi sembra che oggi la qualità e l'efficacia di un progetto che ha molte facce, imprenditoriale, architettonica, amministrativa eccetera, e molti attori privati e pubblici risieda nella capacità di ciascuno di operare in trasparenza, con impegno professionale e rispetto delle regole. Tutto il resto i giudizi sommari sui «burocrati malvestiti» o sugli «architetti poco noti», sul bello e il brutto è abbastanza arbitrario e, molto spesso, chiacchiera da bar. Nel mio ruolo di coordinatore della progettazione e rappresentante del promotore ho agito seguendo questa etica della responsabilità e posso testimoniare che anche altri, in ruoli diversi, come il dipartimento urbanistica, hanno agito secondo il medesimo principio. Il progetto non è andato a buon fine perché non tutti hanno assunto le proprie responsabilità allo stesso modo, per esempio pronunciandosi nei limiti delle proprie competenze e all'interno delle conferenze di servizi dove, per legge, i vari attori hanno il dovere di impegnarsi per l'esito della vicenda, quale che esso sia, e comunque nell'interesse della collettività. Se il dibattito avviene al di fuori degli ambiti preposti, se non tutti rispondono per le proprie competenze ma si arrogano il diritto di giudicare aspetti che non gli competono, si rischia il caos e non resta altro che il rimpianto di una ennesima occasione sfumata per la città. Francesco Scivicco Progettista e coordinatore del progetto La Rinascente
CAMPANIA - Interventi e Repliche. Rinascente, la mia versione
Francesco Scivicco, progettista e coordinatore del progetto La Rinascente, risponde a un articolo che afferma che l'architetto Buonfantino ha espresso la sua verità sul naufragio del trasferimento dei magazzini La Rinascente in via Depretis. Scivicco si scaglia contro le affermazioni di Buonfantino, che secondo lui sono inesatte e non riflettono la realtà del progetto. Scivicco spiega che il progetto è stato realizzato con la collaborazione di diversi professionisti e che il dipartimento di urbanistica ha agito in trasparenza e con impegno professionale. Scivicco critica anche le affermazioni di Buonfantino sulle regole e gli strumenti normativi, che secondo lui sono stati ignorati.
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