Lucca. Secondo i pareri chiesti dal Comune non tutti i piani attuativi possono andare avanti I pareri richiesti dal Comune parlano chiaro: non tutti i piani attuativi in attesa di adozione o di approvazione possono essere portati avanti. Ma l'edilizia non verrà bloccata: interventi per i quali oggi sono richiesti piani attuativi potranno essere autorizzati senza doppio passaggio in consiglio. Via i piani norma, costruire sarà più facile Favilla: per molte operazioni immobiliari basterà un permesso con "convenzione" Con le nuove norme, molti piani attuativi potranno essere bloccati, ma altri potranno trasformarsi in semplici concessioni LUCCA. I pareri pro-veritate richiesti dal Comune parlano chiaro: non tutti i piani attuativi in attesa di adozione o di approvazione possono essere portati avanti. Questo, però - assicura il sindaco, Mauro Favilla - non significa che l'edilizia verrà bloccata: molti interventi per i quali oggi sono richiesti piani attuativi potranno essere autorizzati senza doppio passaggio in consiglio comunale. Le operazioni immobiliari possono essere autorizzate con il rilascio di un permesso a costruire "in convenzione", in modo da salvaguardare le opere pubbliche a carico dei privati concordate con il Comune. Tutti questi argomenti, però, saranno affrontati a settembre. E se molti aspetti delle nuove procedure urbanistiche devono ancora essere chiariti, secondo Favilla ce n'è uno che è già evidente: chi ha presentato i piani attuativi mai esaminati o in attesa di approvazione definitiva (anche da anni) non potrà chiedere i danni al Comune. Non ne avrà il tempo: le risposte (una volta tanto) saranno più rapide. Sindaco, perché è stato deciso di rimandare a settembre l'esame di 6 piani attuativi in sospeso da anni? «Perché l'ultimo consiglio comunale prima delle ferie è fissato per domani. Era inutile tenere questi argomenti all'ordine del giorno. Così abbiamo rimandato le pratiche agli uffici». Con quali motivazioni? «Semplice: alla luce delle nuove normative entrate in vigore, a cominciare da quelle sulla valutazione ambientale strategica, dobbiamo definire quali piani possono andare avanti e quali no. Al riguardo abbiamo pareri pro-veritate che indicano le procedure da seguire, i criteri di valutazione su cui gli uffici comunali vogliono effettuare qualche approfondimento. La sostanza, comunque, è che con questi criteri possiamo decidere, già a settembre, quali piani attuativi sono ammissibili così come sono e quali, invece, dovranno rispondere ai nuovi parametri, anche del regolamento urbanistico revisionato». Questo, però, potrebbe far rischiare il Comune: un ulteriore stop all'edilizia, potrebbe portare qualche imprenditore, in attesa da anni, a chiedere i danni. «Non credo che questo possa accadere. Infatti, il privato che si senta leso in qualche diritto deve prima chiedere la messa in mora dell'amministrazione inadempiente. Prima che il termine della messa in mora scada, noi avremo preso una decisione sui piani: quali far andare avanti e quali fermare. I privati avranno una risposta - un sì o un no all'operazione immobiliare - prima di poter chiedere il risarcimento. A quel punto, con una risposta in mano, potranno adire alle vie legali, ma solo in sede amministrativa: con un ricorso al Tar. A quel punto se il ricorso verrà accolto, il piano sarà approvato; se, invece, verrà respinto, verrà confermato il diniego». In base ai nuovi criteri di valutazione, però, molti piani potrebbero essere bloccati. «Non è proprio così. Gli architetti che stanno rivedendo il regolamento urbanistico stanno rivedendo alcune indicazioni di base. L'indirizzo è di eliminare i piani norma, un'invenzione di Lucca, e di regolamentare le operazioni immobiliari più complesse con i piani attuativi. Ma molte operazioni immobiliari per le quali oggi sono richiesti piani attuativi, potranno essere realizzate, a loro volta, con il rilascio di permessi a costruire "in convenzione". Soprattutto in caso di ristrutturazioni di edifici esistenti». Se i permessi a costruire possono sostituire i piani attuativi, che cosa succede delle opere di valenza pubblica collegate alle operazioni immobiliari? «Sono salvaguardate senza problemi, visto che sono previsti i permessi a costruire in convenzione, che vincolano i privati a realizzare il parcheggio o l'area verde previsti in origine nel piano attuativo. Quindi in queste nuove norme e procedure, non c'è nulla di punitivo, ma solo la volontà di mettere ordine e di far coincidere i nostri strumenti di governo del territorio con la legge regionale sull'urbanistica». Ilaria Bonuccelli IN CONSIGLIO COMUNALE Regole per ampliare le aziende LUCCA. Arriva domani in consiglio comunale la nuova norma che dovrebbe consentire alle aziende di ampliarsi. Al momento, infatti, il regolamento urbanistico prevede che in alcune zone siano consentite operazioni immobiliari, anche di ampliamento, solo a patto che i privati siano proprietari di tutto il comparto. Il consiglio comunale dovrebbe modificare questa regola, consentendo ampliamenti anche a chi non possiede il 100 dei terreni di un comparto: «In attesa di votare sì a questa regola, che potrebbe anche essere sensata - spiega Celestino Marchini, esperto di urbanistica del Pd - dobbiamo capire perché era stato imposto il vincolo della proprietà sull'intero comparto prima di autorizzare le operazioni immobiliari, perché in determinate zone e quante aziende sono interessate al problema». MAXI PIANO S. Anna potrebbe saltare LUCCA. Il piano di viale Einaudi a S. Anna è fra quelli che potrebbero non essere approvati dal consiglio comunale. Il sindaco ammette che l'operazione immobiliare proposta dal gruppo Valore per S. Anna è fra quelle «che devono essere valutate a settembre. Il fatto che l'intervento sia così complesso - 132mila metri cubi, per circa 200 appartamenti, centro commerciale, negozi, uffici, multisala cinematografica, albergo - lo fa rientrare fra quelli che potrebbero non essere ammessi alla valutazione del consiglio comunale». L'operazione, insomma, prima di essere approvata in via definitiva potrebbe dover aspettare la modifica del regolamento urbanistico, nonostante il piano relativo sia stato adottato dal commissario prefettizio (che ha deliberato con i poteri del consiglio comunale) nella primavera del 2007. MARCHINI Cemento, esposto alla Corte dei conti LUCCA. A questo punto non resta che la Corte dei Conti. Per Celestino Marchini, consigliere comunale del Pd,la magistratura contabile è l'unica strada per sapere quanto si sia costruito a Lucca dal 2004 (anno di approvazione del regolamento urbanistico) e dove si sia costruito più di quanto consentito. «Ieri - dice Marchini - mi è arrivata una lettera con cui il difensore civico del Comune mi conferma di non avere i dati che io ho richiesto già da tempo, nonostante un doppio sollecito inoltrato al dirigente dell'urbanistica. Perciò ora mi rivolgerò alla Corte dei Conti». VALUTAZIONE AMBIENTALE Incertezze sulla Vas Si sa che è necessaria per l'approvazione di un piano attuativo e quindi per il via libera alle operazioni immobiliari, ma chi e come debba rilasciare la Vas - Valutazione ambientale strategica - ancora non è chiaro al Comune. È certo che la Vas serva a definire quale impatto (a tutti i livelli) può avere sull'ambiente un intervento edilizio e quali possono essere eventuali alternative da prendere in considerazione. Ed è certo anche che i piani attuativi bloccati e rispediti dal presidente del consiglio comunale, Marco Agnitti, agli uffici tecnici, ne fossero sprovvisti: «Visto che spesso le pratiche urbanistiche arrivano in consiglio comunale incomplete, mettendo l'assemblea nell'impossibilità di valutarle - sottolinea Agnitti - le abbiamo rispedite al mittente perché ce le rimandi solo quando sono complete. Se in questo frangente qualche privato si sentirà leso nei suoi diritti, potrà provare a chiedere i danni al Comune. Il quale, se dovesse pagare, poi potrebbe decidere di rivalersi su chi non mette le pratiche complete all'attenzione del consiglio comunale o della commissione urbanistica». Di sicuro - conclude - non c'è alcuna responsabilità del consiglio comunale che non può vagliare pratiche incomplete.