L'Ente per la tutela archeologica di Benevento e Caserta si avvia alla chiusura tra grosse difficoltà organizzative... E' ormai agli sgoccioli l'esistenza della soprintendenza archeologica di Benevento e Caserta. Il Ministero ha, infatti, ufficializzato la soppressione della struttura a favore di una Soprintendenza più ampia che comprenda anche Avellino e Salerno. Di una sua fine a stretto giro c'erano tutti i sintomi fin dall'inizio, da quando il Ministero decise di riunire sotto un unico tetto i gioielli archeologici del Sannio e quelli della Terra di Lavoro, ma le vicende che hanno accompagnato la soppressione della soprintendenza archeologica di Benevento e Caserta hanno generato un tale caos che porvi rimedio appare ora davvero difficile. Solo un anno fa qualcuno chiedeva a gran voce di istituire una Soprintendenza autonoma per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici di Benevento. Poi, però, le vicende hanno portato ad un lento e costante percorso di allontanamento da quell'ipotesi. Nel 2008 si decise per l'istituzione di una soprintendenza unica tra Benevento e Caserta con a capo il dottor Mario Pagano. Una scelta che ha poi prodotto l'attuale caos. La nuova soprintendenza si rivelò, infatti, sconfitta in partenza. La sua formula generatrice era di quelle destinate a produrre solo guai: zero risorse e mille gatte da pelare. Una sede inventata dal nulla, finanziamenti da rincorrere, i pochi lavolatori volontari in fuga e finanche un autista senza l'auto. A completare il quadro arrivò anche la vicenda Pagano, una vera e propria telenovelas tra ricorsi e nomine. Con il Decreto Rutelli del 2007 Pagano era stato, infatti, nominato Soprintendete di Salerno, Avellino e Benevento. A febbraio del 2008 cominciò così a svolgere il suo incarico, ma, neanche due mesi dopo, fu spostato alla nuova soprintendenza di Benevento e Caserta costituita con il riassetto degli Enti. Una disposizione che vide da subito contrario Pagano che presentò ricorso al Tar. A maggio del 2008 il ricorso fu accolto e confermato nel 2009 dal Consiglio di Stato, con notifica al Ministero nel maggio scorso. Pagano provò quindi a riprendersi la sua poltrona lì a Salerno, ma con nessun risultato. Poi per lui, che non aveva mai firmato il contratto per la direzione di Benevento e Caserta, arrivò all'improvviso il sollevamento dall'incarico comunicato a fine giugno scorso dalla Direzione regionale della Campania. Benevento è stata affidata così nelle mani di Pietro Giovanni Guzzo, soprintendente di Napoli e Pompei. Ma ora che la soprintendenza è bella che andata è stato inviato dalla Direzione regionale un direttore amministrativo con il compito di adempiere almeno ai pagamenti delle bollette. Una fine ingloriosa che coincide con l'avvio del toto nomine. La scorsa settimana il Ministero ha ufficializzato il riassetto e incastrato Benevento in una struttura superaffollata insieme a Caserta, Avellino e Salerno. Inoltre è stato soppresso l'Archivio di Stato e la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici è stata trasformata da Soprintendenza tematica a Soprintendenza mista aggiungendo anche la competenza al Patrimonio Storico e Artistico. Nei prossimi giorni è prevista la pubblicazione del bando per la nomina del soprintendente che guiderà la nuova struttura. Il nome dovrebbe arrivare a stretto giro, forse già prima di Ferragosto. Quando la nomina sarà cosa fatta tra i papabili c'è sempre Pagano che a Benevento è atteso dai tanti che lo rimpiangono si potrà iniziare a ricostruire e a chiedere attenzione per il Sannio e per un città, Benevento, che è ancora in corsa per il patrimonio Unesco.