Le immagini degli incendi in Sardegna sono terribili. Riempiono gli schermi tv e le pagine dei quotidiani. Suscitano dolore, tristezza, rabbia e un senso di impotenza. Come ogni volta che il patrimonio naturale viene violato, offeso, distrutto. Senza appello. Con tutto quel che ne consegue a livello di danni materiali e non. Mi scrive Luciana e ben volentieri la ospito qui. «Caro Federico, leggo sempre il Messaggero on line da computer di mio figlio. Sono una mamma di 45 anni e anche se ti sembrerà strano ho letto i tuoi libri. E mi sono piaciuti. Per questo poi ti cerco anche sui giornali. Ho notato che dai spesso spazio a lettere importanti, che trattano temi vari. Butto giù due righe di rabbia che voglio condividere con te. Abito in Sardegna, in una delle zone più belle e più colpite dagli incendi di questi giorni. Non scrivo dove per evitare storie. Sono arrabbiata. Delusa. Indignata. La mia terra brucia. Brucia sempre. E non vedo mai punizioni esemplari. Vorrei che tutti i miei conterranei, tutti, dal primo all'ultimo, piccoli e grandi, uomini e donne, capissero, amassero e difendessero l'immenso valore del nostro patrimonio. Perché solo noi, solo la nostra presa di coscienza possiamo fare il miracolo. E non ci sto che a causa di pochi incivili, capaci solo di spregiare e distruggere a fronte di chissà che interesse, la mia gente, la nostra gente, la vostra gente cada in cattiva luce. Ti assicuro, Fede, che in tanti, tantissimi, amiamo la nostra Sardegna. Rimaniamo qui a lavorare, vivere e costruire perché ci crediamo. Crediamo all'armonia. Al rispetto. All'accoglienza. Alle cose semplici. Alla convivenza. Alla difesa dei nostri paesaggi, delle montagne, delle colline, dei litorali, degli animali, del patrimonio archeologico, delle tradizioni. Ma basta un attimo, basta una vigliaccata non punita a dovere, che tutto rischia di crollare. Non ci sto. Un albero che brucia è una sconfitta. Per tutti. Guardare ettari e ettari di territorio diventato nero e morto, camminarci accanto, annusare quell'odore terribile è una sconfitta. Fede, spero che le mie parole, forse sciocche e inutili, rappresentino un grido sentito e sincero. Grazie». Grazie a te, Luciana. E grazie a chi come te ha il cuore e la mente onesti e non si vergogna a dirlo. E a fare quel che serve fare.
Un albero che brucia è una sconfitta umana
Un'anziana donna sarda, che ha letto i libri di un giornalista, esprime la sua rabbia e delusione per gli incendi che hanno devastato la sua isola. La donna, che abita in una zona colpita dagli incendi, afferma che la sua terra brucia sempre e che non vedeva mai punizioni esemplari per i responsabili. Chiede che tutti i suoi conterranei capiscano e amino il valore del loro patrimonio naturale e che difendano l'armonia, il rispetto e l'accoglienza. La donna spera che le sue parole rappresentino un grido sentito e sincero. È arrabbiata, delusa e indignata per la mancanza di azione contro gli incendi.
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