La voragine si è mangiata anche i fondi per la Biblioteca Europea Persi nella voragine infinita della biblioteca che non c'è Viale Umbria, incassi dimezzati per i locali della zona. I guai finanziari dell'impresa che ha avviato i lavori nel 2006 hanno bloccato tutto Doveva essere un quartiere nel quartiere, è solo una buca. Gigantesca e inquietante. Che attira gli sguardi degli automobilisti diretti a Linate o in transito sulla circonvallazione. Tre anni fa sono partiti gli scavi per realizzare palazzi, negozi, un albergo, un ristorante e un centro commerciale. E, soprattutto, le fondamenta della Beic, la grande biblioteca europea d'informazione e cultura vicino allo scalo Porta Vittoria, in connessione con la stazione del passante ferroviario. Un'opera faraonica, il fiore all'occhiello di Milano che pensa all'Expo del 2015. Sì, ma con quali fondi e quali tempi, visto che il cantiere è una gigantesca voragine che angustia i residenti? Da due anni non si vedono pettorine al lavoro nel cantiere. Viale Monte Ortigara e via Cena annaspano tra recinzioni, buchi e degrado. Commercianti e residenti imprecano: i guai finanziari della Ipi Coppola, l'impresa che ha avviato le ruspe nel 2006 e incrociato le braccia nel 2007, hanno gettato sul lastrico chi vive qui. A fine maggio il presidente della Soge, Lucio Stanca, e i ministri lombardi rassicurarono tutti, durante il tavolo per Milano convocato in Regione: i soldi per l'Expo ci sono, via libera a 1.321 milioni per le grandi opere. E si pensò subito alla Beic, un modello di public library altamente informatizzata. Ma da allora non si è mossa foglia. Lo scalo Porta Vittoria è un immenso cantiere che si estende da viale Molise a viale Umbria e regala solo carreggiate dimezzate e recinzioni divelte. Francesco Gamberale, 63 anni, ragioniere, lavora per un ristorante di viale Ortigara che ha perso clienti, a causa dello stallo infinito: «Da due anni fatturiamo il 30 in meno, ma anche i clienti sono penalizzati. Non sappiamo nulla, siamo indignati. Prima i lavori procedevano a singhiozzo, poi si è bloccato tutto e nessuno ci dà certezze. La strada stretta impedisce ai bus di passare e anche i camion dell'Amsa fanno fatica a pulire. Siamo vittime della burocrazia e dell'approssimazione dei politici». L'Expo sarà una vetrina internazionale per Milano. Lo sarà anche la biblioteca, ma europea finora è solo la voragine. Dall'ottavo piano di un condominio di via Ortigara si ammira un paesaggio spettrale. Una gruviera, macchinari e attrezzi del passato. «Una costruzione inutile, il Comune doveva valutare attentamente la solidità dell'impresa e la reperibilità dei fondi, prima di dare il via libera - rimarca Gabriella Puerari, 62 anni, pensionata - Ho provato a contattare i funzionari, ma è un continuo rimpallo di responsabilità. L'unica cosa che hanno fatto qui è un marciapiede. Con la pioggia la strada diventava un pantano, ora si cammina meglio. Ma il cantiere ha sottratto posti auto ai residenti, dove dobbiamo parcheggiare?». Annapaola Spada, 46 anni, impiegata, non riesce più a far quadrare i conti: «I parcheggi sono introvabili, dobbiamo ringraziare chi ha favorito questo scempio. Non posso permettermi un garage a pagamento: chiedono 145 euro al mese. Il cantiere ci ha rovinato, chi abita qui pretende una risposta definitiva, in un senso o nell'altro». «I fondi per l'opera ci sono a giorni alterni - ironizza Silvana Carnevali, 77 anni, pensionata - Come potrà nascere una biblioteca con questi tempi mostruosi? Abito in questa zona da 15 anni, ma uno scempio così non l'avevo mai visto. Mi sembra di tornare indietro negli anni, quando Milano veniva bombardata dagli aerei nemici. Gli stessi crateri sotto casa». Tubi e materiali accatastati sono gli unici elementi certi della zona. I parcheggi vicino alla biblioteca dovrebbero sorgere su tre piani interrati. «E' tutto fermo - aggiunge Gabriele Petrone, 59 anni, funzionario pubblico - Via Vertoiba e le strade limitrofe sono state abbandonate. Parlavano di un progetto esecutivo e finanziamenti certi per la biblioteca, ma da gennaio 2008 vedo solo container vuoti, guard rail e squallore ovunque. E lo chiamano polo culturale?». Lo scalo. Beic, La grande biblioteca europea d'informazione e cultura doveva sorgere vicino allo scalo Porta Vittoria, in connessione con la stazione del passante ferroviario. Degrado. Da due anni non si vedono pettorine al lavoro nel cantiere. Viale Monte Ortigara e via Cena annaspano tra recinzionii buchi e degrado. Commercianti e residenti imprecano Recinzioni. Lo scalo Porta Vittoria è un immenso cantiere che si estende da viale Molise a viale Umbria e regala solo carreggiate dimezzate e recinzioni divelte. Colpa della Ipi Coppola che nel 2006 aprì il cantiere
Milano, BEIC. Porta Vittoria ostaggio del cantiere
La zona di Viale Monte Ortigara e via Cena a Milano è stata colpita da un cantiere che ha bloccato i lavori per la Beic, la grande biblioteca europea d'informazione e cultura. L'impresa Ipi Coppola, incrociata nel 2007, ha gettato sul lastrico chi vive nella zona. I fondi per l'opera sono stati assegnati, ma non si è mossa foglia. Il cantiere si estende da viale Molise a viale Umbria e regala solo carreggiate dimezzate e recinzioni divelte. I residenti e commercianti imprecano contro la burocrazia e l'approssimazione dei politici. La strada è diventata un pantano con la pioggia e i parcheggi sono introvabili.
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