«Su Venezia fa campagna elettorale» Il sindaco dopo le critiche del ministro: «Si impegni per farci avere i soldi della legge speciale» VENEZIA - «Venezia è al centro dell'attenzione mondiale e del dibattito sulla cultura, la stampa di tutto il mondo la sta frequentando e ne scrive, c'è chi parla di nuovo 'rinascimento': chi contesta questo fa soltanto banale campagna elettorale». È la replica del sindaco Massimo Cacciari alle parole del ministro Renato Brunetta, che aveva parlato di una città mercificata e svenduta per colpa del 'marchio Cacciari'. «Non è che mi sia pubblicizzato Palazzo Ducale o le Procuratie - ribatte Cacciari -, si tratta di interventi necessari per avere i finanziamenti per i restauri di quegli importantissimi immobili». STRATEGIA - «Visto che il ministro Brunetta è al governo - attacca il sindaco - intanto potrebbe impegnarsi per farci avere i soldi della legge speciale, senza i quali la città non ce la fa ad andare avanti, così potremmo anche provvedere a togliere un po' di questo materiale pubblicitario». Per quanto riguarda l'accusa di degrado culturale ed economico della città, Cacciari, sorridendo, invita a «guardarsi in giro»; «de gustibus - aggiunge - diciamo così». «La realtà è un'altra - dice ancora il sindaco -, è che loro sono in campagna elettorale». Per Cacciari non manca una strategia per delineare un futuro della città: «Lo sanno perfettamente, anche loro - ribatte - perché molti tasselli di questa strategia sono stati combinati, decisi insieme, dalla strategia del rilancio del Lido, il nuovo Palazzo del Cinema, tutto il piano urbanistico del Lido, il quadrante Tessera, lo stesso tavolo istituzionale per affrontare i problemi di Marghera e della chimica». Tutte questioni, conclude, «alle quali Regione, Provincia e Comune hanno collaborato insieme lealmente».