Bagnoli, cosa fatta capo A. Il Consiglio di Stato ha accolto gli appelli presentati dal Comune e da Bagnolifutura contro la sentenza del Tar Campania, che lo scorso febbraio aveva bloccato i cantieri, accogliendo il ricorso di Ciro Orefice, un cittadino di Bagnoli. «Oggi si apre davvero una nuova fase per Bagnoli - è il commento a caldo del sindaco, Rosa Iervolino - per la prima volta i cattivi maestri che hanno prima bloccato e poi ritardato lo sviluppo dellarea sono stati bocciati da una sentenza che ha messo in evidenza il falso escamotage che cera dietro il ricorso». Anzi, per il sindaco «il Consiglio di Stato ha riconosciuto pubblicamente limportanza del progetto di sviluppo dellarea ex Italsider ed ex Eternit, basato sullambiente, lo sport, il tempo libero». Il vice sindaco, Tino Santangelo spiega il risvolto tecnico di questa sentenza: «Il Consiglio di Stato ha chiarito che il piano non incide affatto negativamente né sulla qualità della vita né sul valore del patrimonio immobiliare di chi vive in quellarea, anzi costituisce una sorta di risarcimento per il quartiere dopo un secolo di inquinamento prodotto dalla fabbrica». Ora la parola alla giunta, che nei prossimi giorni potrà approvare la delibera per riequilibrare il rapporto di destinazione duso, «prevedendo a parità di volumetrie, lincremento delle residenze a fronte di una pari diminuzione di uffici, negozi e attività terziarie conclude Santangelo - mettendo così la Bagnolifutura in condizione di avviare le procedure per la vendita dei suoli a monte dellarea tematica 2 (circa 150 mila metri quadri) che si sviluppa lungo via Nuova Bagnoli». Soddisfatto anche Rocco Papa, presidente Bagnolifutura: «Pensiamo già alle prossime scadenze, a cominciare dalla vendita dei suoli. Tra le righe della sentenza, emerge un evidente apprezzamento del progetto urbanistico nel suo complesso». Intanto Italia Nostra denuncia che «sulla Campania incombe il rischio di speculazioni e di deregulation nella pianificazione edilizia», perché «grazie al piano casa versione Bassolino il valore delle aree industriali dismesse è triplicato in pochi giorni». (cri. z.)