Lartista vede nei borghi marinari la ricetta di un modello urbanistico più umano Viaggio in Italia del regista Liu Haiping per realizzare un documentario sul nostro paese in tre sole tappe: prima in Sicilia e Umbria poi, la più importante, in Liguria Viaggio in Italia per il cineasta cinese Liu Haiping, documentarista e famoso direttore della fotografia di cinema. Viaggio in cui ha ribaltato stereotipi e luoghi comuni: per raccontare il nostro paese ai cinesi non ha voluto puntare sulle grandi città, ma piuttosto su piccoli centri meno conosciuti. Ha puntato lobiettivo sulla Sicilia e sullUmbria, per poi scegliere di soffermarsi a lungo in Liguria, alle Cinque Terre. I cinesi, mentre oggi il loro modello economico per combattere la crisi viene studiato anche dagli americani, sono alla ricerca di nuovi modelli urbanistici opposti a quelli che hanno portato allesplosione delle megalopoli e in questo, proprio attraverso la visione di Haiping, si rivolgono al nostro paese per scoprire la ricetta vincente. Oscar Marchisio, sociologo e scrittore che ha accompagnato Liu Haiping in Liguria racconta: "Nel documentario volevamo rappresentare lesatto opposto di Shanghai, la città che negli ultimi quindici anni è cresciuta più delle altre, seguendo tre grandi elementi architettonici caratteristici della società americana: il grattacielo, lautostrada e il centro commerciale. Questo fenomeno ha portato anche alla distruzione fisica di molte città cinesi storiche privilegiando un modello urbano anonimo e standardizzato. Un esempio eclatante è stata la demolizione a Pechino prima delle Olimpiadi di alcune aree di Hutong, il famoso e caratteristico quartiere dei vicoli. Da allora anche in Cina è nato un forte dibattito che ha per tema lantico, il suo mantenimento come espressione di memoria, identità e varietà". Così per il regista Haiping il modello italiano da seguire non è Milano, capitale dellindustria, ma i piccoli centri che mantengono le diversità e le tradizioni della loro cultura passata. Tra questi spiccano le Cinque Terre, esempio perfetto del mantenimento del paesaggio che è diventato importante non solo per la sua bellezza, ma anche per la capacità di promuovere uneconomia sostenibile. Il regista si è focalizzato sui terrazzamenti del territorio, sul rimboschimento degli ulivi, sulla coltivazione della vite: per lui rappresentano un esempio vincente di equilibrio tra agricoltura, turismo e sviluppo urbano. Hou Yujing, italianista e moglie di Huaping, non ha avuto dubbi quando parlava del nostro paese: "Noi cinesi dobbiamo solo imparare da voi come conservare la tradizione". Il documentario oltre ad esser un viaggio nei luoghi meno convenzionali del nostro paese, ha raccolto le interviste con alcuni dei nostri grandi registi: da Giuliano Montaldo a Bernardo Bertolucci e Giuseppe Tornatore. Haiping, da sempre innamorato dellItalia, era stato uno degli ultimi a intervistare Michelangelo Antonioni per il suo lavoro China is far away. Nei giorni in cui ha visitato Riomaggiore, Manarola e Volastra, è stato silenziosissimo, sempre attaccato alla telecamera e assorto nel suo lavoro. Il posto che lo ha colpito più degli altri è stata la collina del Corniolo dove ha incontrato Pierino Moggia, uno dei contadini storici delle Cinque Terre, di quelli che non hanno mai abbandonato la tradizione del vino.
PAESAGGIO. Cinque Terre in Tv, oltre un miliardo di spettatori
Il regista cinese Liu Haiping ha realizzato un documentario sulle Cinque Terre, esplorando il modello urbanistico italiano come alternativa ai grandi centri cinesi. Ha visitato la regione in tre tappe, iniziando in Sicilia e Umbria, e poi concentrando la sua attenzione a Liguria. Ha incontrato vari personaggi, tra cui contadini storici e registi italiani, per raccontare la storia e la cultura della regione. Il documentario è stato un viaggio per scoprire la ricetta vincente per combattere la crisi economica, mostrando come i piccoli centri possano mantenere la diversità e le tradizioni della loro cultura. Il regista ha anche incontrato alcuni dei grandi registi italiani, tra cui Giuliano Montaldo e Bernardo Bertolucci.
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