Chiedono al rettore e ai presidi un taglio alle indennità di carica UNIVERSITÀ SCONTRO SUI BANDI L'accusa: bisognerebbe evitare sprechi ma si tolgono fondi alle biblioteche PISA. «Chiedono a noi di lavorare gratis, ma loro non rinunciano neanche a un euro. Non del loro stipendio, ma delle indennità che si intascano», affermano i ricercatori precari che hanno il dente avvelenato ed accusano: «Per noi niente e per loro tutto e di più». Sale la febbre sul caso dei concorsi gratuiti. Si stanno facendo sempre più laceranti le sperequazioni fra i giovani precari della ricerca che vorrebbero scalare i gradini del mondo accademico e chi si trova in cima alla scala. E, in particolare, l'occhio si ferma su quelle cifre, le indennità, percepite da quei docenti che ricoprono cariche nella gestione dell'ateneo: dal rettore Marco Pasquali (nella foto piccola) alla sua squadra di prorettori, dai presidi di facoltà ai direttori di dipartimento compresi direttori dei centri interdipartimentali. Nella tabella in questa pagina, pubblichiamo a quanto ammontano le indennità che si sommano allo stipendio. I dati ci sono stati forniti dal coordinamento dei ricercatori di Pisa la cui fonte è il bilancio di previsione 2009. Nel bilancio, per una discrepanza dovuta agli arrotondamenti, troviamo il totale di 520mila euro e non di 530mila come è realmente la somma delle indennità. «Prima di chiedere alle persone di lavorare gratuitamente - afferma il coordinamento dei precari - bisognerebbe cercare di impiegare meglio i soldi spesi. Come quelli per le cerimonie e le indennità». E l'accusa alza il tono: «Si taglia alla ricerca, si taglia alla didattica, si taglia alle biblioteche ma non si toccano mai altre spese e ci riferiamo alle indennità». In pratica, anche se il coordinamento non lo dice apertamente, il messaggio è il seguente: provate voi, prorettori e direttori, a tagliarvi le indennità e lavorate gratuitamente visto che uno stipendio già lo avete. Un affondo che, chissà, se verrà colto da qualche docente, ma certamente destinato a fare discutere. «Inoltre - afferma Francesca Menchelli per conto del coordinamento dei precari - i professori universitari avranno un adeguamento stipendiale, uno scatto del 3,77. Perché non si potrebbe rivedere?». Un altro interrogativo riguarda come saranno impiegati i soldi dal ministero. «Pisa - affermano i precari - riceverà un lieve aumento di risorse ministeriali (0,99) per essere fra gli atenei virtuosi. Non è possibile per il momento quantificare la cifra, ma è opportuno chiedersi se la situazione possa considerarsi parzialmente mutata, e come si intenda impiegare queste risorse aggiuntive. Pare che l'ateneo sia promosso per la qualità della ricerca, e ciò risulta paradossale in un momento in cui, come denunciano numerosi direttori di Dipartimento, l'amministrazione d'ateneo prende provvedimenti contro la ricerca. D'altra parte, se esiste un problema rispetto alla didattica, esso certo non si risolve bandendo insegnamenti gratuiti».
PISA - UNIVERSITA'. I precari ai prof: lavorate voi gratis
I ricercatori precari di Pisa hanno denunciato un'ingiusta distribuzione delle indennità di carica tra i docenti dell'ateneo. Secondo il coordinamento dei precari, le indennità per i rettori, prorettori e presidi sono molto più alte rispetto a quelle dei ricercatori. I precari chiedono di tagliare le indennità di carica e di lavorare gratuitamente, mentre i docenti con indennità più alte non rinunciano neanche a un euro. Il coordinamento dei precari ha anche richiesto un adeguamento stipendiale per i professori universitari. Inoltre, l'ateneo di Pisa riceverà un lieve aumento di risorse ministeriali, ma non è chiaro come saranno impiegati questi fondi.
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