Il comitato ritiene priva di reale sostanza la diffida del gruppo Valore LUCCA. Mentre l'amministrazione comunale valuta come risolvere la questione della concessione per il megaquartiere che il gruppo Valore intende realizzare nell'area parco di viale Einaudi a S. Anna, il comitato contro l'intervento invita il Comune non cedere di fronte alla diffida. Peraltro giudicata priva di reale significato sul piano amministrativo da parte dell'ex sindaco e oggi consigliere comunale Pietro Fazzi. «La scorsa estate - dice il comitato - ci fu la minaccia di richiedere un "commissario ad acta" di nomina regionale il quale, scavalcando il Comune, avrebbe potuto approvare tutti gli atti necessari alla costruzione del megacomplesso da 130mila metri cubi di cemento. Ma la mossa si rivelò un "bluff" dato che non esistono norme al riguardo. «Questa volta arriva la minaccia di una causa che il gruppo Valore potrebbe muovere al Comune per farsi liquidare i danni che andrebbe a subire (si parla di decine di milioni di euro) in caso di perdurante inerzia dell'ente, al quale si chiede di pronunciarsi in tempi strettissimi». Nel timore che un amministratore scrupoloso si faccia impressionare da toni così perentori, il comitato ricorda al sindaco e alla giunta che il difensore civico regionale, supportato da un ampio parere della Regione Toscana, ha dimostrato al Comune «che il piano attuativo presentato da Valore e adottato dal commissario nel 2007 non contiene adeguate attestazioni di conformità al piano strutturale e pertanto non è assolutamente in linea con gli strumenti della pianificazione urbanistica comunale. Che indennizzo potrà mai pretendere chi, in propria autonomia imprenditoriale, potrebbe aver presentato al Comune un progetto radicalmente contrario alle disposizioni urbanistiche vigenti? «Secondo il difensore civico, fin dal giorno della sua presentazione (che risale al 2005) il progetto-Valore conteneva il vizio di mancata verifica di conformità alle norme urbanistiche vigenti; se ciò fosse confermato, il proponente non avrebbe avuto alcun titolo di ottenerne l'approvazione».