Listituto scozzese fa parte del pool del project financing delle linee 2 e 3 Da Edimburgo lettera-ultimatum. Matteoli: "Stop politico" La replica di Palazzo Vecchio: "Parole in libertà rese in riva al mare" Guerra aperta con il governo sulle linee 2 e 3 della tramvia. «Sono nettamente contrario e considero il progetto completamente sbagliato, secondo me non dovrebbe attraversare piazza Duomo», dice il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta. Unaltra pietra sul tram dopo che solo tre giorni fa la commissione interministeriale deputata a dare il via libera ai progetti delle linee 2 e 3, su input del ministro dei beni culturali Sandro Bondi, aveva depennato la tramvia di Firenze dallagenda della riunione di martedì prossimo. Un rinvio ormai di fatto «sine die» che rischia di mandare allaria la complessa architettura finanziaria della tramvia: su tutte le furie cè già ad esempio la Bank of Scotland, che fa parte del pool di banche del «project financing» per le linee 2 e 3 e ora sbotta: «Il piano finanziario va rivisto». TRAMVIA, il governo esce allo scoperto. «Sono nettamente contrario e considero il progetto completamente sbagliato, secondo me non dovrebbe attraversare piazza Duomo», dice il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta. E aggiunge poi a conferma dello stop della commissione interministeriale che ha depennato la «tramvia Firenze» dalla riunione di martedì: «Una richiesta del ministro dei beni culturali Sandro Bondi». La prova di un rinvio per il momento «sine die» che rischia di far saltare tutto: la Bank of Scotland, che fa parte del pool di banche del «project-financing» per le linee 2 e 3 scrive una lettera alla società Tram per chiedere di rivedere il piano finanziario. Secondo la tabella di marcia prevista dai contratti, del resto, le imprese incaricate di realizzare e gestire le linee 2 e 3 (oltre alla 1) contavano di poter cominciare a vedere i primi ricavi nel giugno 2012. Come dice il consulente tramvia Giovanni Mantovani, il progetto della linea 2 è già in ritardo di un anno e mezzo. E se si considera che lultima riunione della commissione ministeriale risale a febbraio, di questo passo è facile prevedere che la cancellazione della «tramvia Firenze» dallagenda di martedì potrebbe tradursi in un ritardo pericoloso. Le imprese, dalle Coop alla Baldassini-Tognozzi-Pontello, sono già in allarme: tra progetti e lavori preliminari hanno già investito 17-18 milioni di euro. Senza lokay della commissione i 124 milioni stanziati dal governo non arriveranno. E il pool di banche coinvolte, da Banca Intesa fino al Monte dei Paschi e alla Bank of Scotland, comincia a premere: «Visto che ancora non sono iniziati i lavori, gli scozzesi vogliono rivedere il modello finanziario», dice Fabrizio Bartaloni della Tram Spa, la società del project per la linea 2 e 3 che riunisce imprese e banche. Ma lo stesso Bartaloni conferma lallarme: «Siamo pronti ad offrire un assist al sindaco Renzi, se porterà i soldi dello Stato siamo pronti a studiare e anche a finanziare lalternativa al passaggio dal Duomo». In caso contrario, se laccumularsi dei ritardi superasse la soglia di guardia, le imprese di Tram Spa finirebbero col fare causa al Comune, «che è comunque il garante dei soldi nazionali». E a sua volta, il Comune sarebbe costretto a rivalersi contro il ministero di Matteoli. Cosa pensa il sindaco Renzi? Non sembra turbato dalle rivendicazioni delle imprese. E, di per sé, neppure dallo stop della commissione interministeriale: in fondo, che urgenza cè di approvare i progetti delle linee 2 e 3 se mediti di modificare comunque quei progetti? E non hai ancora deciso neppure lultima parola sul tanto contestato passaggio dal Duomo? Quello che non va giù a Palazzo Vecchio sono però proprio le parole del ministro Matteoli, che senza minacciare il blocco dei 124 milioni è comunque uscito allo scoperto per «bocciare» la linea 2: «Siamo stupiti, le sue sono parole in libertà rese in riva al mare, non da uomo delle istituzioni», protesta il vicesindaco Dario Nardella. Che però aggiunge: «Mi auguro che questa uscita di Matteoli non sia stata pensata per far saltare il tavolo che aprirà a settembre tra la città di Firenze e il governo, come concordato giorni fa tra il sindaco e lo stesso ministro Bondi».