Sul colle alle 18 a raccogliere fondi Santa Maria Valverde gioiello della Valpolicella ha bisogno di restauri frenati dallo scaricabarile «Un coppo per Santa Maria Valverde» è lo slogan del concerto di musiche anni Sessanta che oggi alle 18 sul panoramico colle Castelon raccoglierà fondi per restaurare il tetto della chiesetta che si trova. L'iniziativa del comitato Santa Maria Valverde ha il sostegno delle parrocchie di Marano e San Rocco. Gioiello nel cuore della Valpolicella, la chiesetta ha bisogno di restauro con lavori urgenti al tetto e al campanile. Il sito è interessato a un progetto di ricerca archeologica che coinvolge la Sovrintendenza ai beni artistici e culturali di Verona, in seguito al ritrovamento poco distante dalla chiesa di resti del tempio pagano della dea Minerva, di epoca romana. «Finora ci sono state solo tante promesse da parte di enti, Regione, fondazioni e banche, aziende della zona e autorità ecclesiastiche, ma finora niente di concreto è stato fatto», lamentano al comitato. «Speriamo in tempi migliori, passata la crisi, e nella grande tenacia degli estimatori dell'area e della gente che ama la natura e il paesaggio unico che si gode da quassù». L'incantevole chiesetta, che appartiene alla Curia, domina uno spettacolare paesaggio sulla vallata, ricco di vegetazione e vigneti. Il sindaco di Marano, Simone Venturini, che aveva sollecitato il finanziamento per il restauro, racconta lo scaricabarile di responsabilità tra i vari enti coinvolti nella vicenda: «La parrocchia aveva presentato alla fondazione Cariverona, su mio interessamento, il progetto dettagliato ancora nel 2006. La fondazione rispose che il progetto non poteva ottenere finanziamento per il mancato parere della Soprintendenza, che in quel periodo aveva cambiato ben tre soprintendenti ad interim e quindi non aveva neppure preso in mano la documentazione. Allora scrissi, arrabbiato, alla Soprintendenza, dicendo che il loro mancato e ritardato parere aveva fatto saltare il finanziamento. A seguito della mia lettera, la soprintendente scrisse alla fondazione, sollecitando, per l'anno successivo, di finanziare il progetto. Allora la fondazione scrisse alla parrocchia dicendo che il finanziamento non era stato ancora dato per ridotto cofinanziamento della parrocchia. Una cosa vergognosa». G.G.