Portare l'arte contemporanea della Biennale di Venezia al Sud. A partire proprio da Napoli, dove, alla Mostra d'Oltremare, dal 31 luglio al 6 settembre, sarà inaugurata la «Stazione Utopia», i cui curatori sono Molly Nesbit, Hans Ulrich Obrist e Rirkrit Tiravanija. Gli artisti di «Stazione Utopia» provengono da ogni parte del mondo: si tratta di un folto gruppo, sempre crescente. Perché «Stazione Utopia»? Perché, come scrive Buckminster Fuller «oggi il mondo è troppo pericoloso per qualsiasi cosa meno che per l'Utopia». Una sosta, un percorso, un luogo dove fermarsi, prima di riprendere il viaggio della vita. L'iniziativa sarà realizzata riunendo le opere di molti artisti e architetti che hanno costruito piccole strutture, modelli e pannelli, che forniscono una piattaforma per il libero allestimento dei progetti, tra cui disegni, dipinti e fotografie. Il progetto è stato inizialmente presentato alla Biennale di Venezia, ma ora a Napoli - dove già la Quadriennale ha esposto i lavori degli artisti del Centro-Sud, a Palazzo reale nel dicembre scorso - si caratterizzerà per nuove formulazioni e installazioni, grazie al fatto che sarà completamente reinventata con artisti napoletani. Ieri a Roma la presentazione del progetto «Sensi Contemporanei», che ha l'obiettivo di promuovere e diffondere l'arte contemporanea, ma anche quello di valorizzare contesti architettonici e urbanistici in tutte le regioni del Mezzogiorno. Un'iniziativa sponsorizzata dai ministeri dei Beni culturali e dell'Economia e messa a punto dal dipartimento per le Politiche di Sviluppo e dal presidente della Fondazione «La Biennale» di Venezia. Finanziata con cinque milioni di euro messi a disposizione dal Cipe. Il progetto coinvolge le sette Regioni del Mezzogiorno, dove saranno portate le mostre della Biennale, in un periodo compreso tra il 29 maggio e il 30 novembre. È la prima volta nella sua storia che la Biennale presenta le principali mostre prodotte a Venezia in sedi diverse da quelle tradizionali dei Giardini e dell'Arsenale. «Le città che abbiamo scelto - spiega Davide Croff - sono quelle già ricche di fermenti e di esperienze di arte contemporanea». «L'Italia, godendo di uno straordinario patrimonio artistico - gli fa eco il ministro della Cultura Giuliano Urbani - ha dato finora la sensazione di dare poca importanza all'arte contemporanea, che è stata un po' la Cenerentola nel corso degli ultimi 50 anni rispetto ad altre forme di cultura». Con ciascuna Regione meridionale, a partire dalla Campania, sono stati stipulati Accordi di Programma Quadro. Il panel di città che ospiteranno queste mostre comprende, oltre Napoli, L'Aquila, Bagheria, Bari, Campobasso, Lecce, Matera, Palermo, Potenza e Reggio Calabria. Grazie a questa iniziativa 153 artisti nel Mezzogiorno potranno esporre ben 230 opere. Contestualmente, e questo è l'aspetto più interessante soprattutto per quanto riguarda la possibilità di avvicinare i giovani all'arte contemporanea, ci sarà una diffusa e capillare attività di formazione curata da esperti della Biennale attraverso veri e propri corsi di specializzazione rivolti agli operatori del settore. Sarà un modo per far sì che 2.850 giovani artisti e studenti in tutto il Sud possano avvicinarsi a questa forme d'arte. Al termine parteciperanno a un concorso sul tema «Il linguaggio dei luoghi». Sarà anche un modo concreto per valorizzare e far conoscere gli itinerari turistici dei quali un po' tutto il Meridione, ma in particolare Napoli e la Campania, sono particolarmente ricchi.