Scontro tra maggioranza e opposizioni sugli effetti degli abusi edilizi. Nella Casa delle Libertà 130 assenti Il numero legale manca tre volte. E Tremonti non svela l'incasso IL TESORO Secondo la Trimestrale II deflcit-Pil sarà del 2,9 LA UE I conti della Uè danno il deficit-Pila!3,2 IL CNEL II Cnel valuta il deficit-Pil al 3,6 per cento L'FMI L'Outlook dà il2,9 a condizione di misure II Servizio Studi e Bilancio della Camera: la manovra 2004 è fatta di una tantum ROMA Battaglia parlamentare sul condono edilizio. Per tre volte, tra mercoledì sera e ieri, a Montecitorio dove era in corso l'esame del decreto legge che proroga i termini di scadenza del provvedimento dal 31 marzo al 31 luglio, è mancato il numero legale. Determinanti le assenze nelle file della maggioranza che, secondo i calcoli dell'opposizione, hanno riguardato 130 deputati della Casa delle libertà. Sul provvedimento, che scade a fine mese, sono piovuti emendamenti tutti regolarmente bocciati e dopo ripetute sospensioni, anche in vista del dibattito sull'Iraq, l'esame è stato rinviato alla prossima settimana. La convulsa atmosfera dell'aula ha provocato anche il rinvio dell'attesa audizione sui conti pubblici in commissione Bilancio del ministro dell'Economia Tremonti. Assai caldo il clima della seduta sul condono edilizio, segnato da scambidiaccuse tra maggioranza e opposizione. «Si chiama "Berlusconia", la città abusiva che nasce grazie alle sanatorie», ha detto il leader di Legambiente Ermete Realacci. «Solo Enzo Bianco da sindaco di Cataniaha aggiunto ha reso un servizio al paese abbattendo le ville abusive nell'oasi del Simeto». La replica è giunta da Benito Paolone di Alleanza Nazionale, catanese: «Bianco ha abbattuto solo quattro baracche». Un clima da bagarre. Nessuna risposta invece da parte del ministro Tremonti alle domande dell'opposizione formulate in aula, sul gettito del condono edilizio che la Finanziaria 2004 ha cifrato i 3 miliardi e 163 milioni. E' arrivato invece il rapporto del Servizio Studi e Bilancio della Camera, approntato per l'audizione di ieri, sui conti pubblici dopo la Trimestrale di cassa e l'aggiornamento delle previsioni. Secondo il rapporto la manovra 2004 affida ancora un ruolo determinante alle una tantum mentre dalle uscite «vengono evidenziati andamenti che confermano la tendenza al deterioramento del saldo di bilancio»; inoltre mancano dati certi sul gettito di alcune sanatorie (condoni fiscali, provvedimenti in materia di videogiochi e condoni edilizi). Il Servizio Bilancio, oltre a chiedere al governo di chiarirei tasso di inflazione programmata per il 2004 (1,7 o 2,2 per cento) sottolinea il rischio che l'aumento del prezzo del petrolio e dell'inflazione possano pesare sulla spesa per interessi e riflettersi negativamente sugli obiettivi di finanza pubblica. Il dossier puntal'indice anche sulla spesa per i contratti pubblici chesi notanel 2003 era stimata in crescita del 4,5 per cento e che oggi sarebbe arrivata al 5,3 per cento nonostante che alcuni contratti non siano stati ancora sottoscritti. Il Servizio Bilancio pone, infine, l'accento sull'obiettivo del 2,9 per cento di deficit-Pil fissato dal governo per quest'anno: la stessa Trimestrale, dice in sostanza, condiziona il raggiungimento del target ad una serie di misure (Anas, taglia spese, cartolarizzazioni) e avverte che un eventuale «mancato rispetto» comporterebbe la «revisione dell'obiettivo".
Condono, salta il voto sulla proroga
La maggioranza ha mancato il numero legale tre volte durante l'esame del decreto legge sul condono edilizio. Il provvedimento, che scade a fine mese, è stato rinviato alla prossima settimana. La Trimestrale II prevede un deficit-Pil del 2,9%. La Commissione Bilancio ha ricevuto un rapporto del Servizio Studi e Bilancio della Camera che valuta il deficit-Pil al 3,6%. L'FMI ha dato un outlook del 2,9% per la condizione economica. Il governo non ha chiarito il gettito del condono edilizio. La manovra 2004 prevede una tantum e la spesa per interessi potrebbe essere pesante.
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