Il nodo al centro del prossimo consiglio dei ministri Dal Pdl critiche agli stop leghisti ROMA «Bisogna fare una profonda riflessione sulle iniziative per la celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia» ha detto ieri in Consiglio dei ministri il responsabile dei Beni culturali Sandro Bondi. «È una cosa importante », ha ribadito ottenendo che il tema sia discusso nel prossimo Consiglio. Il premier Berlusconi si è detto assolutamente d'accordo perché «l'intera vicenda non si deve trascurare». Si trasferisce così nelle sedi politiche il dibattito sull'anniversario del 2011 dell'unità nazionale, dopo l'editoriale di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere del 20 luglio che aveva criticato il «vuoto di idee», sia a destra sia a sinistra, e dopo l'amarezza dell'ex capo di Stato Carlo Azeglio Ciampi, che presiede il Comitato dei garanti per le celebrazioni e che, sempre sul Corriere , si è detto pronto a lasciare: «Non faccio da alibi ». Bondi, sul Corriere di ieri gli ha chiesto di non lasciare e ha assicurato che il governo vuole affidare proprio al Comitato progetti «che condivideremo e sosterremo». Il vero nodo politico sembra giocarlo la Lega. Sul Riformista il politologo vicino a Gianfranco Fini, Alessandro Campi, ha detto che «la verità è che la Lega e il leghismo ormai hanno vinto la loro scommessa disgregante». E quasi come in un ideale dialogo a distanza, su Libero lo studioso dell'autonomismo padano- alpino Gilberto Oneto, ha scritto che «Il modo migliore per festeggiare l'unità d'Italia è disfarla». E che «non si farebbe fatica a trovare i finanziamenti: ci sono 28 milioni di padani che proverebbero piacere a pagare una tassa ad hoc. Sarebbe l'ultima, davvero ». Nord e Sud sono anche i temi affrontati in una lettera aperta a Galli della Loggia di Giuseppe Carlo Marino, docente di storia contemporanea all'Università di Palermo, che teme la richiesta del Comitato di fare di Torino la «sede unica delle iniziative». «Sarebbe la spia di un'insuperata concezione nordista del processo unitario e della stessa italianità», che condannerebbe «ancora una volta il Sud ad una condizione periferica e di marginalità». Bene allora Torino «però in condominio con Napoli e Palermo». A Galli della Loggia replicano anche Nicola Rossi e Giovanni Vecchi, professori all'Università di Roma Tor Vergata e Gianni Toniolo, docente alla Luiss. «I progetti, a volerli vedere ci sono. Citiamo, per ragioni di spazio, un unico esempio, quello nel quale siamo coinvolti», ovvero una ricerca che ripercorre «il primo secolo e mezzo della storia italiana attraverso le condizioni di vita della popolazione », progetto per il quale i professori hanno chiesto al governo un «co-finanziamento di modeste proporzioni» senza ricevere risposta. «Porteremo ugualmente a termine la nostra ricerca», concludono. Che fine ha fatto il grande progetto dal titolo «Le Radici della Nazione», si chiede Giuseppe Talamo, presidente dell'Istituto di storia del Risorgimento, che «in grandi mostre (dal 2004 al 2011) avrebbe dovuto affrontare i problemi dell'unificazione del Paese». Le mostre si sono interrotte nel 2008, «mentre avrebbero dovuto confluire nella grande mostra del 2011». Al ministro Bondi, poi, è arrivata una precisazione dagli uffici dell'ex capo di Stato Ciampi. «Competenze e attribuzioni», è scritto, sono espressamente stabilite da una legge del 2007 e sono solo di «verifica e monitoraggio del programma e delle iniziative legate alle celebrazioni dell'Unità nazionale ».