Scrivo per una questione che mi sta particolarmente a cuore e che ormai è urgente: la salvaguardia del territorio maremmano. Proprio adesso che tutto il mondo si interessa alla Maremma come luogo incontaminato attribuendole potenzialità enormi da un punto di vista naturalistico e culturale, bisogna riconoscere come la gestione del territorio, in alcuni casi, non riesca a tutelare le condizioni che giustificano questa fama. Molti cittadini mi hanno segnalato il moltiplicarsi di episodi che rischiano di compromettere il delicato equilibrio tra ambiente naturale e intervento antropizzato che caratterizza la nostra terra. Alcuni casi: il lungomare di Marina, dove è stata costruita una barriera di alti edifici che precludono la vista sul mare; la realizzazione a Castiglione di case a schiera che ricordano più le abitazioni dell'Irlanda del Nord che quelle di un paesino toscano di pescatori; l'incuria che a Grosseto ha portato al degrado delle Mura; l'insediamento industriale nelle campagne, la costruzione di centri commerciali dal devastante impatto ambientale, la coloritura eccentrica di tanti casali rurali... Sia chiaro, non voglio accusare nessuna amministrazione locale, ma a nome di tutti i cittadini maremmani sollevo un quesito che non serva per alimentare sterili polemiche ma per una riflessione su come rimediare ai danni: da dove partono i permessi? Chi concede le deroghe ai piani urbanistici? E infine, cosa succederà con il nuovo "piano casa" del governo? Io spero che non ci siano ulteriori casi di speculazione, ma devo constatare che la Maremma si è trasformata di più proprio in quelle zone dove si presume di vivere con più ricchezza e comodità, mentre i luoghi interni e i paesi più isolati mantengono tuttora splendide caratteristiche di sostenibilità ambientale. Questo non vuole essere un elogio del mancato sviluppo economico, ma un invito rivolto a tutti i maremmani, nella speranza che non considerino il loro territorio come mèta da consegnare al turismo di massa, ma come opportunità per far crescere i propri figli in una regione unica e per renderli consapevoli delle responsabilità verso una terra che tutti amiamo e dobbiamo imparare a rispettare.