Mobilitazione alla Camera durante il voto di fiducia Attori e registi uniti contro i tagli del governo al Fus, il fondo unico per lo spettacolo. Ancora proteste ieri: seduti nella tribuna dellaula della Camera hanno assistito al dibattito sulla fiducia al decreto anticrisi in silenzio, appuntando sul bavero della giacca una maschera bianca con lespressione sofferente in segno di lutto. Una mascherina che hanno indossato anche, tra i banchi dei deputati, alcuni parlamentari dellopposizione. Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Elio Germano, Daniele Pecci, Stefano Pesce, Cristina Comencini, Filippo Timi, Mario Monicelli, Roberto Faenza sono andati via sdegnati prima del voto di fiducia al decreto anticrisi dove non cera traccia del reintegro del Fus. «Riteniamo che il voto abbia tuttaltro che chiuso lo scontro, proseguiremo la mobilitazione» annuncia la Federazione Italiana degli Artisti della Cgil «faremo sentire la nostra voce in apertura di ogni spettacolo, nei festival, a cominciare dalla Mostra di Venezia». «Me ne sono andato perché era inutile stare lì ad assistere a questo spettacolo indecoroso», dice Mastandrea. «Visto che il governo ha fatto un maxi-emendamento facendo di nuovo regali alle banche» commenta Emilia De Biasi (Pd) «potevano inserire anche 200 milioni per la cultura. Invece no. Significa che vogliono mettere in ginocchio la cultura, è una strategia. Il ministro Bondi in tutto questo fa il giornalista, scrive lettere ai giornali. Dica qualcosa, faccia una battaglia». Concorda il portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti: «In questa vicenda manca la voce di Bondi, non ci resta che chiedere aiuto a Chi lha visto?: dovè il ministro? Lo è ancora? Con questo silenzio mortale, cè il rischio che il governo inneschi una serie di proteste, a partire da Venezia».