Accordo fatto allAtaf: bus a Pasqua e Primo maggio, a Natale no Il governo ha bloccato la tramvia di Firenze. Il ministro Altero Matteoli, che ha il compito di convocare la commissione interministeriale che si riunirà martedì 28 luglio a Roma per avviare di una serie di opere pubbliche in tutta Italia, ha depennato Firenze dalla discussione. Uningerenza «mai vista», protestano in molti, della politica negli affari tecnici. Si rischia di disastro economico per la società della tramvia, la Tram di Firenze, ovvero il project incaricato di costruire le linee 2 e 3 (Ataf, Ratp, BTP, Cooperative e imprese dei trasporti), e il Comune. Si dice che su Matteoli abbiano fatto pressioni il ministro Sandro Bondi e quanti nel governo si oppongono alla tramvia. E ieri Ataf e i sindacati, dopo due anni di scontri, hanno firmato laccordo. I bus viaggeranno a Pasqua e il Primo maggio ma non a Natale. Firenze depennata dalla lista di città di cui discutere nella commissione interministeriale UNA vera bomba sulla tramvia. Una sfida del governo a Firenze. Uningerenza «mai vista», protestano in molti, della politica negli affari tecnici. Un rischio di disastro economico per la società della tramvia, la Tram di Firenze, ovvero il project incaricato di costruire le linee 2 e 3 (Ataf, Ratp, BTP, Cooperative e imprese dei trasporti), e il Comune. La commissione interministeriale che si riunirà martedì 28 a Roma, convocata dal ministero alle infrastrutture e i trasporti di Altero Matteoli, ha improvvisamente, e inusualmente, depennato Firenze dai nomi delle tante città sulle cui grandi opere discutere. La commissione, che è una commissione esclusivamente tecnica, deve approvare da tempo i progetti revisionati delle linee 2 (Peretola - centro - piazza Libertà) e 3 (Careggi - stazione) del tram. Solo che da mesi e mesi non si era più riunita. Nel frattempo erano arrivate in città richieste di delucidazioni, soprattutto su piazza del Duomo, da parte degli incaricati di fare listruttoria su cui poi la commissione avrebbe votato. Il Comune aveva mandato i chiarimenti a maggio. Pare che listruttoria si fosse conclusa in modo favorevole. Da allora sono state fornite molte date di eventuali riunioni della commissione. Tutte andate a monte. Lattesa cominciava a farsi frenetica. Dopodichè, arriva pochi giorni fa la notizia che finalmente il ministero ha convocato al commissione, che Firenze è al 4 posto nella graduatoria. Poi, laltro ieri la gelata. Firenze non cè più. La città e le sue due linee di tram, peralro già finanziate dal governo, non ci sono più. E stato, dicono le voci, lo stesso capo di gabinetto del ministro Matteoli a ordinare la sparizione della voce Firenze. Pare, su suggerimento di Bondi da sempre nemico del tram e del tram al Duomo. Sicuramente lasciando di stucco i tecnici non abituati a essere comandati così direttamente dai politici. Ma cè di più del Duomo. «Se cerano dei dubbi da parte della commissione sul passaggio del tram in centro si poteva stralciare quel tratto ma dare lassenso al resto», protesta Fabrizio Bartaloni, presidente della Tram di Firenze. Bartaloni ha chiesto un incontro al sindaco Renzi per lunedì. «Lamministrazione si faccia sentire - esorta - E la prima volta che cè un intervento così pesante di politici su una commissione tecnica». Il mancato assenso ministeriale fa sì che non solo non arrivino i 124 milioni già stanziati dal governo per le linee 2 e 3 del tram ma anche che le banche non diano i crediti promessi ai privati i quali, dice sempre Bartaloni, sono già fuori di 35 milioni: spesi per la progettazione e le opere preparatorie. La Tram di Firenze rischia un crack. Ma, siccome garante del project è il Comune, è intenzionata a chiedergli i danni. Prima che ciò accada Bartaloni insiste perché «il Comune si faccia rispettare». Lui, da parte sua, è disposto a studiare anche una soluzione alternativa al passaggio dal Duomo. «Decideremo cosa fare in giunta - dice lassessore alla mobilità Massimo Mattei - Il fatto che un governo non equanime abbia fatto depennare Firenze dai lavori di una commissione tecnica è cosa inaudita. Una vera sfida agli amministratori di centro sinistra». Se le linee 2 e 3 rischiano la paralisi, finalmente la 1 Firenze - Scandicci fa un passo avanti. Da lunedì alle 10 inizia su due tram la scuola giuda degli autisti che impareranno a guidarli: sei «regolatori» che insegneranno agli altri. Via via che da Scandicci faranno percorsi sempre più lunghi, spariranno le transenne agli incroci e entreranno in funzione i semafori. Vietao attraversare altrove o introdursi sui binari perché la linea di alimentazione elettrica sarà sempre in funzione. (i.c.)