Intesa con la curia: parco archeologico sino a monte ursino noli e san paragorio CREARE un museo archeologico diffuso che possa essere da traino anche per lo sviluppo del turismo culturale, in provincia di Savona. È questo l'obiettivo che si è prefissata l'amministrazione Repetto, firmando il protocollo d'intesa con la parrocchia di Noli, al fine di allestire nell'antica chiesa di San Giovanni di Malta, di proprietà della chiesa, un museo che esponga i tanti reperti archeologici affiorati durante gli scavi del 2004-2006, condotti dalla Sovrintendenza archeologica, nell'area esterna di San Paragorio. Si tratta di una prima fase di realizzazione del museo diffuso che comprenderà anche il castello di Monte Ursino il cui restauro è stato finanziato per 750 mila euro dalla Regione. Un milione e 600 mila euro è la spesa complessiva stimata per la realizzazione dei primi 3 lotti di intervento che permetteranno di restituire ai Nolesi il castello e farlo diventare un'arena spettacoli. Il comune di Noli, già il 6 novembre 2008, aveva chiesto alla direzione regionale dei beni culturali la gestione dell'area archeologica esterna di San Paragorio e, successivamente, il consiglio comunale il 27 dicembre 2008, aveva aderito al Sistema museale della provincia di Savona. Con la firma del protocollo d'intesa, la parrocchia di Noli ed in particolare don Pietro Pinetto, ha dato la propria disponibilità al comodato d'uso per l'utilizzo della stessa ai fini espositivi e museali, purché si trovi una nuova sede all'Avis comunale che lì, oggi, è situata. Un dettaglio che non trova alcun tipo di ostacolo visto che il sindaco Ambrogio Repetto ha già annunciato che l'Avis potrà trasferirsi nella nuova struttura che sarà realizzata nell'ex aree ferroviarie. Intanto la Sovrintendenza sta valutando attentamente la richiesta avanzata dal Comune e che, se nelle intenzioni è stata accettata, non sarà formalizzata fino a quanto non saranno realizzati una serie di interventi di restauro e attuata una regolamentazione. «Innanzitutto dobbiamo valutare a chi il Comune intende affidare l'area esterna a San Paragorio - ha detto Alessandra Frondoni, direttore della Sovrintendenza archeologica - Gli scavi attualmente non sono aperti al pubblico e dovranno essere realizzati una serie di interventi di restauro che prevedono anche l'installazione degli impianti di illuminazione, oltre a pannelli didattici che possano illustrare ai visitatori quanto esposto. Inoltre stiamo valutando, insieme al Comune, la possibilità d'installare pannelli solari che possano produrre energia alternativa». Nel protocollo d'intesa sono stati elencati i lavori, finanziati da un contributo di 30 mila euro concesso dalla Fondazione De Mari e che dovranno essere autorizzati dalla Sovrintendenza. In via prioritaria, sarà da realizzare un sistema d'allarme, a carico della Parrocchia eo della Curia diocesana, da completare prima della eventuale riapertura del complesso monumentale, due teche munite di climatizzatore per l'esposizione dei bacini più pregiati; installazione di un igrometro per la misurazione annuale dell'umidità allo scopo di poter definire altri pezzi anche marmorei da esporre, l'illuminazione e il completamento, con l'adeguata esposizione di pannelli dell'area archeologica esterna.