La proprietà rivuole gli spazi occupati fino a oggi. Giambrone: un incontro col sindaco «UN disastro, un vero disastro». E disperato il sovrintendente del Teatro del Maggio musicale, Francesco Giambrone. Il quale si oppone allo sfratto ricevuto dalla Manifattura Tabacchi spa del magazzino di arredi e costumi del teatro che da più di due anni è lì. Dopo che per colmare il deficit di bilancio il teatro aveva venduto il deposito della Longinotti e aveva ottenuto i locali della vecchia manifattura in comodato gratuito. Ora la manifattura è ancora lì immobile, nessuno ha deciso cosa farne. Ma la società proprietaria costituita al 50 dal pubblico (Fintecna) e al 50 dai provati di Metropolis (BTP, Ligresti, Etruria, Unica, Camera di Commercio) ha deciso, nellattesa di sapere come utilizzare i propri spazi, di svuotarli. E ha sfrattato, oltre ai magazzini del Maggio, anche il teatro Puccini e lasilo. La questione è già andata per le vie legali e sta seguendo liter di un normale sfratto. Manifattura Tabacchi spa adduce questioni di sicurezza per locali fatiscenti. Ma Giambrone spiega che questa tegola davvero non ci voleva per il Maggio già in gravi difficoltà economiche con i tagli del governo al Fus che comportano 8 milioni in meno rispetto alla Finanziaria di Prodi su cui il teatro aveva fatto la programmazione triennale. «Ho già presentato il problema al sindaco Renzi - dice - e attendo di parlare con lui. Dove andare? Il Comune è quello che deve mettere i locali a disposizione della Fondazione, questa è la norma. Ma dove trovare un altro deposito? E come pagare laffitto?». Manifattura Tabacchi dice di avere concordato un comodato per un anno. «E io sarei stato così pazzo da spendere 400 mila euro di trasloco solo per un anno?», ribatte Giambrone che spiega come invece fosse convinto di poter restare lì fino a che non fosse pronto il nuovo teatro. «Oltre tutto - conclude - Noi abbiamo pagato le opere di risanamento, abbiamo accolto la Manifattura tra i soci fondatori e offriamo loro pubblicità».