"Sui soldi per la barca ha fornito spiegazioni non convincenti" Il giudice boccia tutte le istanze tranne quella dellarchitetto Tauro: revocato il divieto di esercitare la professione Le spiegazioni fornite durante gli interrogatori "di garanzia" non sono state ritenute convincenti: ecco perché, argomenta il giudice Luigi Giordano, il soprintendente Enrico Guglielmo e limprenditore Luigi Lucci devono restare agli arresti domiciliari, misura alla quale sono sottoposti da otto giorni nellambito dellindagine condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dai pm Filippo Beatrice e Graziella Arlomede. Entrambi gli indagati hanno respinto le accuse («non ho mai preso un euro, sono stato io a spezzare illeciti», ha sostenuto Guglielmo; «Non ho dato soldi, mi sono aggiudicato in quel periodo solo 2 appalti su 19, nessuno mi ha favorito», ha argomentato limprenditore). Ma è in particolare la versione dei fatti fornita con riferimento ai 39 mila euro, versati secondo laccusa da Lucci a Guglielmo a titolo di corruzione e utilizzati dal soprintendente per acquistare una barca pagata complessivamente 156 mila euro, che non ha persuaso il gip. Da qui la scelta di rigettare la richiesta di remissione in libertà. Istanza di revoca dellordinanza respinta anche per gli altri due indagati agli arresti domiciliari, Gianluca Guglielmo (nipote del soprintendente) e lingegnere Mauro Fusco. Lunedì è in programma ludienza al Riesame. Il gip ha invece revocato la misura del divieto di esercizio della professione di architetto che era stata emessa nei confronti di Teresa Tauro, indagata per aver firmato progetto di restauro di Palazzo dAvalos ritenuto dallaccusa redatto in realtà da Enrico Guglielmo. Assistita dallavvocato Luigi Tuccillo, la dottoressa Tauro ha fornito elementi e documenti che hanno indotto il gip a ritenere carenti i gravi indizi nei suoi confronti. Per altri due architetti raggiunti dal divieto di esercizio della professione, Giuseppe Taccogni e Massimo Panarese (difeso da Gennaro Pecoraro) il gip ha limitato il divieto ai soli incarichi pubblici, mentre Giuseppe Monaco è stato autorizzato a portare a termine alcuni incarichi di perizia per conto dellautorità giudiziaria. Il gip si è riservato sulla richiesta di misura interdittiva avanzata nei giorni scorsi dal pm nei confronti della funzionaria della Soprintendenza ai Beni archeologici Paola Miniero che, indagata per abuso dufficio, ha respinto le accuse nellinterrogatorio di giovedì.