Liberi Canestrini visita la Grotta della Fertilità «I lampadari non vanno assolutamente appesi nella grotta ». Così il funzionario della Soprintendenza dei Beni Architettonici , Francesco Canestrini, ha «invitato » il direttore dei lavori a «desistere » dall'idea di collocare nel sito due grossi lampadari in ferro battuto che, secondo il progetto iniziale, avrebbero dovuto «adornare» la volta scavata nella roccia dal lavoro millenario dell'acqua e dell'erosione. Inoltre, durante il sopralluogo avvenuto ieri, il funzionario ha illustrato ai tecnici una serie di accorgimenti che andranno presi per evitare che l'impianto elettrico possa compromettere parti della grotta. Nei giorni scorsi, lo stesso Canestrini, aveva inviato al comune di Liberi la nota con cui si chiedeva il fermo dei lavori. L'intervento era nato all'indomani della pubblicazione - su queste pagine - di ciò che stava avvenendo nella grotta della «Fertilità». Ora, prima dell'inaugurazione del sito prevista a settembre, i tecnici dovranno attuare le prescrizione della Soprintendenza. Dovranno eliminare dal progetto l'aspetto più discutibile: i due lamapadari in ferro battuto. Una installazione che avrebbe tolto al visitatore la possibilità di ammirare gran parte del lavoro millenario fatto dall'erosione dell'acqua e dai sedimenti calcarei capaci di determinare bizzarre e singolari figure. Invece, potranno restare i due grossi cancelli che sbarrano l'ingresso alla grotta. Per essi Canestrini ha chiesto una installazione meno impattante. È stata l'amministrazione comunale ad imporre la chiusura della gotta per prevenire raid vandalici. I lavori che da alcuni mesi interessano la grotta e il sentiero che conduce ad esse, si innestano nell'ambito del progetto Pit monte Trebulani e del Matese. 200mila euro è la somma destinata all'intervento per rendere più fruibile il sito, ubicato sui colli della piccola frazione di Profeti, dove ogni anno - l'otto maggio e il 29 settembre - si celebra una processione in onore di San Michele.